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L’ammucchiata pro-establishment di Letta abbandona il campo progressista per puntare dritto al centro

Fa benissimo il PD di Letta ad amoreggiare con Calenda e con le sue proposte reazionarie, altro che repubblicane.

L’ammucchiata pro-establishment di Letta abbandona, così, il campo progressista per puntare dritto al centro – forse anche un po’ più in là – visto il programma di Azione presentato ieri. La speranza è di strappare qualche voto alla moribonda Forza Italia, nella convinzione che la Sinistra e i Verdi, si tureranno il naso per l’ennesima volta, pur di portare a casa lo scranno per i loro segretari. E poi, scommetto, all’ultimo secondo infileranno dentro anche Renzi e Boschi.

Non è un caso che anche la Gelmini (sì, quella della tanto criticata riforma della scuola), abbia aderito ad Azione.

Il prossimo è Brunetta, quello degli insulti al lavoratore “Sei dipendente? Perché ca..o parli allora? Il microfono ce l’ho io e comando io”. E poi, probabilmente, Carfagna.

Noi siamo distanti anni luce da queste logiche.

La strategia del Pd di Letta è stata quella del serpente che ti stringe e ti soffoca. Forse, adesso, ci siamo liberati dalla presa e possiamo tornare ad essere noi stessi. Basta compromessi, siamo qualcosa di profondamente diverso dal PD e qui a Torino è ancora più evidente.

Noi abbiamo un programma per il sociale e per l’ambiente, sostenuto da tutte le cose che siamo riusciti a fare in questi anni di governo.

Noi siamo il M5S e il Nostro Presidente è Giuseppe Conte.

Alghe nel Po, qualcuno, forse, dovrebbe chiedere scusa

Nel giugno del 2016 veniva individuata per la prima volta nelle acque del fiume Po la presenza di esemplari di Myriophyllum, una pianta infestante e molto pericolosa per la sopravvivenza delle piante autoctone.

Vista l’urgenza della situazione, la Giunta Appendino, con il supporto di volontari di Comune, Regione Piemonte, ENEA, IPLA, Società Remiere, e con l’appoggio tecnico di Comune, GTT e AMIAT, provvedeva ad estirpare manualmente le piante infestanti, presenti in grosse quantità.

I consiglieri delle allora minoranze, tra cui l’attuale assessore Tresso, dal giorno successivo cominciarono a criticare fortemente sia la scelta di coinvolgere i volontari, sia il provvedimento stesso. La parola usata era “faciloneria”, e l’intervento venne considerato “un evento mediatico che ha tamponato la situazione senza risolverla.”

Gli interventi furono in tutto 3. Estate 2016 autunno 2016 primavera 2017. Tutti manuali. Tali interventi furono definitivi.

A distanza di 6 anni nel Po è presente un’altra pianta infestante, l’Elodea Nuttallii: matasse e matasse sotto la superficie dell’acqua, situazione aggravata dalle straordinarie condizioni di siccità.

Apro il giornale per capire come l’assessore Tresso intende affrontare una estirpazione manuale: leggo che verranno utilizzati volontari di ENEA, Città metro, protezione civile, circolo remieri, tecnici del comune, operatori di Amiat, e via dicendo.

Sembrava un giornale del 2016, senza però l’incessante campagna denigratoria verso la nostra amministrazione che ha caratterizzato quei giorni.

Anche questa volta il tempo ci ha detto che avevamo ragione. Qualcuno, forse, dovrebbe chiedere scusa e dimostrare un minimo di onestà intellettuale.

ADDIO EUROVISION 2023

Torino malamente snobbata da Ebu. La ricandidatura della nostra Città ad ospitare l’edizione 2023 dell’Eurovision Song Contest nemmeno presa in considerazione.

Il Sindaco, non pervenuto, se non per i selfie con la chitarra.

Peccato.

AUMENTO DI STIPENDIO PER IL DIRETTORE DEL TEATRO REGIO, TAGLIO DEGLI STIPENDI PER I SUOI LAVORATORI. LA RISPOSTA DELL’ASSESSORA PURCHIA.

Lunedì scorso in Consiglio Comunale ho interrogato l’assessora Purchia relativamente all’inopportunità della scelta di raddoppiare il compenso del Direttore Generale del Teatro Regio, portandolo da poco meno di 10 mila euro al mese a quasi 20 mila euro al mese, a maggior ragione in un periodo in cui la situazione economica dell’ente era così disastrosa da richiedere il Commissariamento del Teatro, l’utilizzo degli ammortizzatori sociali per i suoi lavoratori e il mancato rinnovo dei contratti a termine.

A ciò si aggiungeva, dalla fine del 2020, la revoca dell’erogazione degli aumenti di merito riconosciuti ai lavoratori al momento dell’assunzione, che si traduce in un cospicuo taglio degli stipendi.

In seguito al ricorso di alcuni dipendenti, il Tribunale di Torino ha dichiarato tale revoca illegittima, condannando il Regio al pagamento delle somme maturate fino a quel momento.

Le risposte dell’Assessora sono state a dir poco sconcertanti: al netto dell’arroganza e dei toni stizziti (evidentemente devo aver toccato qualche tasto sensibile), i tentativi di giustificare tale aumento sono stati imbarazzanti e l’assessora, con tanto di risposta scritta, è arrivata addirittura ad affermare che non c’è stato un raddoppio dello stipendio perchè, facendo la media tra i 12 mesi in cui il Direttore ha percepito 10000 euro al mese e i 9 mesi in cui ha percepito quasi il doppio, non si arriva a 20000 euro al mese – cosa piuttosto ovvia, dato che è una media.

In pratica sarebbe come dire che se a maggio ho percepito 1000 euro e a giugno 2000, il mio stipendio non è raddoppiato perché la media è 1500. Geniale.

A prescindere da questo, però, la risposta che non ti aspetti arriva alla fine: nonostante nella sua lunga e articolata trattazione l’assessora abbia sottolineato quanto il taglio degli stipendi dei lavoratori fosse stata una scelta obbligata, ora che il Tribunale di Torino ha finalmente dichiarato questa scelta illegittima, la Fondazione medesima sta comunque valutando l’opportunità di ricorrere in appello. Contro i lavoratori. Sempre e comunque.

Complimenti Assessora.

P. S. Di certo sarà una pura casualità, ma dopo la discussione della mia interpellanza il teatro Regio ha finalmente pubblicato, così come richiesto dalla normativa, i dati relativi agli stipendi dei dirigenti che fino a lunedì non erano stranamente accessibili.

Nuova infornata di trombati alle elezioni

Lo Russo sceglie l’ex Sovrintendente Papotti per il Museo del Risorgimento. E recupera altri “trombati” alle elezioni. Il sindaco “piazza” Carola Messina alla Fondazione per la Cultura: in campo anche l’ex giornalista Rai Volpato

Dalla Soprintendenza al Consiglio di Indirizzo del Museo Nazionale del Risorgimento, in qualità di consigliera. È questo il nuovo incarico, che si affianca a quello di nonna come detto da lei durante la conferenza stampa di addio, dell’ex Soprintendente Luisa Papotti. È questo uno dei volti di spicco dell’ultima infornata di nomine del sindaco Stefano Lo Russo.

Un rapporto di amicizia 

Che tra i due ci fosse un rapporto amicale è noto: durante la presentazione della riqualificazione della Manifattura Tabacchi  Papotti, all’ultimo giorno di lavoro, aveva sottolineato con piacere come lei e il sindaco si dessero del tu. Non è poi sfuggito ai 5 stelle, che durante il loro mandato più volte si erano scontrati con la Soprintendenza, una linea più “morbida” verso l’amministrazione Lo Russo.

I “trombati” alle elezioni

Ma scorrendo l’elenco, saltano agli occhi altri nomi. Di persone che avevano provato ad entrare in Sala Rossa ma erano stati bocciati dalle urne. È il caso di Carola Messina, che candidatasi con la civica Lo Russo Sindaco, è stata nominata consigliera del CdA della Fondazione per la Cultura. L’ex giornalista Rai Paolo Volpato, in campo alle scorse amministrative nel Pd, entra con il medesimo incarico nel Centro Ricerche Archeologiche e Scavi.

Il Presidente Metropolitano dei Dem Domenico Cerabona ha ottenuto l’incarico di consigliere nel Comitato Direttivo dell’Istituto Universitario di Studi Europei. In campagna elettorale si era schierato in maniera forte accanto al sindaco il padre Prospero, già consigliere comunale e animatore dell’associazione lucana Carlo Levi.

a.

Nomine nelle partecipate: Lo Russo ha oltrepassato la soglia della decenza!

Dopo l’invasione dei politici trombati, è arrivata l’ora dei colleghi d’affari.

Il sindaco ha infatti comunicato la nomina nel collegio sindacale di Smat del commercialista Davide di Russo dello studio Sintesi e Risorse, lo stesso studio della sua assessora al bilancio Gabriella Nardelli.

È sempre più evidente che il sindaco stia sfruttando le nomine per piazzare tutti i suoi fedelissimi e sostenitori della campagna elettorale, restringendo il campo della classe dirigente torinese a un suo strettissimo inner circle.

Un meccanismo malato di spartizione delle poltrone, un vero e proprio cerchio magico, se non fai parte del quale sei escluso da tutto.

Torino, un tempo aperta alle migliori competenze a prescindere dall’appartenenza politica, è ormai città sempre più chiusa in se stessa.

La fame di poltrone della giunta guidata da Lo Russo sembra non placarsi.

La fame di poltrone della giunta guidata da Lo Russo sembra non placarsi.

Cibrario portato alle dimissioni dalle dichiarazioni di Purchia ne è l’ennesima prova.

Ora non resta che sperare che la nuova nomina non sia l’ennesimo politico trombato e poi riciclato nelle partecipate o vicino agli ambienti culturali del territorio di provenienza dell’assessora.

Le dimissioni di Cibrario arrivano, peraltro, in un momento delicato, dove la gestione dei fondi pnrr dedicati alla cultura e il prossimo programma nazionale cultura da monitorare richiederebbero continuità.

La scelta, sbagliata, di sfrattare il Villaggio ATP dal centro.

Quanti saranno i torinesi che si recheranno appositamente in piazza d’Armi per visitare il Villaggio Atp? E davvero tutti gli spettatori del Pala Alpitour andranno poi in centro, anche senza il villaggio? Domande figlie della scelta, sbagliata, di sfrattare il Villaggio dal centro.

E come farà l’amministrazione Lo Russo a coinvolgere nuovamente tutta la città in un evento che ha numeri, in termini di biglietteria, superiori ad Eurovision? Al momento l’assessore Carretta ha detto che non lo sa.

Mancano 4 mesi ma in mezzo c’è agosto. Spero che tutte queste domande trovino risposta al più presto. Un’interpellanza è già stata depositata.

Arrivano 50 milioni (grazie ad Appendino e al M5s)

“Torino area di crisi industriale complessa” è un iter che abbiamo avviato nel 2019 – non senza polemiche, visto che la parola “crisi” era considerato un tabù – e che vede, finalmente, le prime ricadute sul territorio torinese.

Oggi, purtroppo, nessuno dei giornali riporta che l’iniziativa fu dell’amministrazione M5S.