Consigliere Comunale – attuale Capogruppo MoVimento5stelle Torino
Nata a Torino nel 1982.
Laurea in Tecniche di Radiologia Medica per Immagini e Radioterapia.
Già consigliere e Presidente della commissione Commercio e Lavoro durante la legislatura 2016-2021 ha seguito in particolare i lavori delle Commissioni Sanità, Lavoro e Commercio, Smart City.
Segue attualmente i lavori delle commissioni:
- Comm.1 Bilancio – Bilancio e Programmazione del Comune, Bilancio e Programmazione delle Aziende, Patrimonio, Economato, Personale e ordinamento degli uffici, Servizi Demografici, Polizia Municipale
- Comm.3 – Lavoro, Commercio e Artigianato, Formazione Professionale
- Comm.4 – Sanità e Servizi Sociali
- Comm.5 – Cultura, Istruzione, Sport, Turismo, Tempo Libero, Gioventù
- Comm. Controllo di gestione – Approfondimento, controllo e garanzia dell’efficienza e dell’efficacia dell’organizzazione comunale
- Comm. Servizi pubblici locali – Funzioni di monitoraggio, indirizzo e controllo in materia di servizi pubblici locali con particolare riferimento alla qualità, alle modalità, ai costi ed alle tariffe di erogazione, ai contratti di servizio, nonché in merito agli indirizzi sulle nomine di spettanza comunale negli organi delle società erogatrici
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La faccia tosta del Sindaco
Ieri, poco dopo la conferenza stampa di presentazione delle ATP Finals 2023 (record di biglietti già venduti, oltre 80 mila, +80% di stranieri), Lo Russo – pur essendo assente – ha avuto il coraggio e la faccia tosta di dichiarare che la loro scelta di puntare sui grandi eventi sportivi è davvero vincente.
Anche se tutti sappiamo benissimo che se fosse stato per lui e per il PD torinese, le ATP Finals Torino non le avrebbe mai avute, visto che non votarono a favore della candidatura e addirittura si misero a giocare con le palline da tennis in Consiglio Comunale per schernirci.
Anziché vantarsi per meriti non propri, Lo Russo farebbe bene ad ammettere di aver sbagliato a trattare in quel modo questo prestigioso evento.
Un evento che, come ricorda il Presidente Binaghi in un’intervista pubblicata questa mattina, non presenta le criticità delle olimpiadi invernali, un evento dove non si buttano dalla finestra soldi pubblici, un evento dove non serve nuovo cemento, un evento con un enorme ritorno economico per il territorio che lo ospita, ritorno certo e certificato. Un evento che, al contrario di altri, fa fare bella figura alla città che lo ospita, alla regione e a tutto il Paese. Un evento che non dura 2 settimane e basta, ma 5 anni, forse 10 se saremo bravi.
Quello di puntare sulle ATP Finals è stata una scelta, vincente, della passata amministrazione. E lo rivendico con orgoglio.

IL LEADER ANTI INQUINAMENTO…
Oggi il Corriere Torino, che ringrazio, ha pubblicato questa mia lettera al Direttore
Egr. Direttore,
Ho letto con interesse l’articolo di Roberto Mezzalama pubblicato oggi sul vostro giornale riguardante l’esposto da lui stesso presentato e sulla base del quale la Procura di Torino ha deciso di avviare un’inchiesta per inquinamento colposo nei confronti di diversi sindaci, assessori e presidenti di regione. È indubbiamente importante che questioni così cruciali siano portate all’attenzione del pubblico, e apprezzo il ruolo dei media nel farlo.
L’autore dell’articolo chiede ai politici di prendere decisioni impopolari in questo momento critico. E ha ragione, la politica deve assumersi responsabilità difficili ma necessarie per affrontare le sfide ambientali e sociali che ci circondano. E’ una cosa che il M5S sostiene da tempo, l’Ambiente è, appunto, una delle sue 5 stelle, e anche durante il quinquennio nel quale abbiamo governato Torino, l’abbiamo dimostrato coi fatti, al punto da essere aspramente criticati, anche dagli stessi media di cui sopra, per aver assunto decisioni troppo drastiche. Sia chiaro, stiamo discutendo dell’aspetto politico della vicenda, non quello giudiziario, che farà il suo corso.
Mi ha colpito, tuttavia, un curioso dettaglio riguardante l’autore dell’esposto: Roberto Mezzalama ha già tentato l’ingresso in politica. Lo ricordo, infatti, candidato alle scorse elezioni amministrative a supporto dell’attuale sindaco Lo Russo, pur non risultando eletto con le sue 203 preferenze.
Nel suo articolo invita i lettori a cercare un leader capace di fare scelte impopolari.
Ora, la domanda che vorrei porre a Roberto Mezzalama, me lo permetta, in modo anche leggermente ironico, ma non meno serio: non è che forse il leader politico che sta cercando sia proprio lui stesso?
Le elezioni Regionali sono dietro l’angolo. E lui sicuramente saprà proporre tutte le contromisure che dovrà mettere in atto il nuovo Presidente e tutti i sindaci della Regione per sconfiggere definitivamente la piaga dello smog in Piemonte.
Non solo: dovremo poi proteggere la nostra Regione dallo smog proveniente dal resto della Pianura Padana, in particolar modo dalla Lombardia. Ecco, dunque una proposta: perché non costruire una bella Muraglia blocca inquinamento lungo il Ticino? Sarebbe anche una bella attrazione turistica, la nuova Muraglia TiCinese.
In attesa di ulteriori sviluppi riguardo all’inchiesta e sperando di vedere presto un politico all’altezza del compito che ha descritto, porgo cordiali saluti.
Andrea Russi
* * * * *
Roberto Mezzalama ha risposto alla mia lettera di ieri e qui di seguito trovate la mia risposta.
Il primo punto che vorrei sottolineare è che, finalmente, si dibatte dell’inquinamento dell’aria nel campo che ritengo più adatto: quello della politica.
Mezzalama nella sua missiva conferma di essere in politica da più di 40 anni. Ne approfitto per fargli i complimenti per la longevità del suo impegno e per l’abilità nel districarsi fra il proprio passato da assessore all’ambiente e la più recente candidatura a sostegno di Lo Russo con Sinistra Ecologista.
Ed è proprio su quest’ultimo punto che vorrei soffermarmi nella mia replica. Il suo esposto in Procura che ha avviato l’inchiesta che vede indagati sindaci, assessori e presidenti di regione, mette al centro proprio le presunte responsabilità della politica nel contrasto all’inquinamento dell’aria. La politica, in effetti, soprattutto a livello locale, deve mettere in campo delle soluzioni pratiche a dei problemi reali. Ha la responsabilità di trasformare le idee in fatti, in atti concreti. E allora cosa ho pensato? Se qualcuno si candida per una forza politica che ha lui stesso fondato e invitando i suoi contatti a votarla, sicuramente ne condivide i principi e, soprattutto, in ottica elettorale, il programma.
Finalmente – ho pensato – scopriremo nel concreto quali sono le idee di Roberto Mezzalama e del suo partito, per contrastare l’inquinamento dell’aria. Perché ok puntare il dito, ok gli esposti in procura, poi, però, servono soluzioni concrete. Si passa dalla teoria alla pratica.
Allora sono andato a rileggermi il programma presentato da Sinistra Ecologista nel 2021. E scorrendolo, udite udite, la parola “Aria”, quante volte appare? Una, in penultima pagina. E in relazione a cosa? In relazione alla difesa dei diritti relativamente all’innovazione digitale. Riporto, testualmente:
“introdurre meccanismi di tutela dei dati che vengono raccolti attraverso sensori e altri dispositivi tecnologici intelligenti. I contratti di sperimentazione spesso lasciano alle imprese private la proprietà di dati importantissimi, come per esempio quelli relativi … alla qualità dell’aria.”
Insomma, bisogna tutelare i DATI. Benissimo, ma onestamente mi aspettavo qualcosina in più, di un po’ più concreto da chi pubblica nel proprio CV politico proprio gli esposti in procura sul tema.
Caro Roberto Mezzalama, la politica, di cui lei fa parte, ma che nel contempo mette sotto accusa, deve confrontarsi quotidianamente con la realtà e mettere in campo soluzioni concrete, soprattutto quando si governa e, come si suol dire, ci si sporca le mani. Forse, è su questo aspetto, che dovremmo concentrare i nostri sforzi, non crede?
Concludo con una precisazione. La proposta di costruire la Muraglia TiCinese, utilizzata nella mia precedente lettera, è un’iperbole per sottolineare che il problema dell’inquinamento dell’aria non può essere affrontato dalle singole amministrazioni, ma da tutto il territorio interessato, e quindi, sostanzialmente, da tutto il bacino padano. Non era in alcun modo una “battuta infelice” né tendeva a sminuire il problema, ma voleva essere uno stimolo per affrontarlo nella sua totalità e nella sua grande complessità.
Forse è proprio questa la parte nella quale “confessa di non averci capito molto”?


