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Fiat ptodurrà le “italianissime” Topolino e Seicento …in Marocco e Polinia!

Cosa ci sia da ridere, lo sa solo il sindaco. Questo è l’ennesimo schiaffo all’industria manifatturiera torinese. Forse ride per aver sottoscritto quel famoso accordo segreto con Stellantis, per il quale mi è stato negato il mio diritto di Consigliere di accesso agli atti.

 

Le “interpellanze scomode” su Stellantis

Guardando questo servizio di Report di qualche sera fa, ho capito come mai Lo Russo non viene mai a rispondere in aula alle interpellanze scomode ma manda sempre la sua “povera” vice Favaro, ormai rinominata assessora “agli imbarazzi”.

Il sindaco non si è presentato in Aula nemmeno ieri durante il Question Time sull’accordo segreto con Stellantis e forse ha fatto bene, almeno si è evitato un’altra pessima figura. Di fronte alle domande scomode del giornalista, infatti, appare completamente impreparato, in forte imbarazzo, addirittura balbettante quando incalzato.

Tornando a ieri, Favaro ha confermato che non intendono rendere pubblico l’accordo con Stellantis. Io, invece, resto convinto che la trasparenza di un ente pubblico venga prima di tutto e quindi ho richiesto ufficialmente di accedere all’atto e sono pronto a percorrere ogni via se mi verrà negato.

Un grido d’allarme sull’industria automobilistica italiana.

Oggi Il Sole 24 Ore lancia un grido d’allarme sull’industria automobilistica italiana.

È evidente, ormai, che Stellantis non solo non sta più investendo nella produzione di auto in Italia, ma lo sta facendo praticamente ovunque TRANNE che in Italia. Il danno oltre la beffa, se si pensa che pochi giorni fa è stato addirittura chiesto alle aziende dell’indotto torinese di investire in Algeria, dove Stellantis produrrà la 500 a motore termico. Pochi giorni prima la notizia dell’importazione della manodopera dalla Slovacchia anziché nuove assunzioni a Torino. E poi le assunzioni in Francia, Polonia, Turchia.

Nell’articolo è scritto nero su bianco che negli stabilimenti italiani ora è quasi “deserto”.

Una situazione drammatica, già rilevata da Fiom, dal Movimento 5 Stelle e da pochi altri. Chi dovrebbe alzare la voce, il governatore Cirio e il sindaco Lo Russo, invece, tacciono pavidamente. Anzi, gioiscono del fatto che Mirafiori diventerà “hub dell’economia circolare”. Quello che ho ribattezzato, più semplicemente, come un gigantesco sfasciacarrozze.

Tace anche il Governo Meloni.

Per quanto mi riguarda, chiederò al sindaco tramite interpellanza cosa intende fare per la sua Città, Torino. Ma auspico che insieme alla mia voce, si alzino anche quelle di tutta l’opposizione e, sarebbe il caso, anche di tutta la maggioranza che sostiene il sindaco.

E oggi pomeriggio, alle 14.30, parteciperò alla manifestazione della Fiom davanti a Palazzo Civico, manifestazione che domani si trasferirà a Parigi.

Quale futuro per Mirafiori?

Ieri Stellantis ha annunciato di aver avviato la ricerca per 200 risorse da destinare al nuovo “Hub per l’economia circolare” che sorgerà a Mirafiori. Si tratta, però, di 200 risorse interne al gruppo e che potrebbero arrivare da altri stabilimenti, non di nuove assunzioni. Non certo una notizia positiva dopo la doccia fredda di pochi giorni prima quando il gruppo ha annunciato l’importazione di manodopera slovacca a Torino per la 500E.

E se già lascia preoccupati il ruolo di Mirafiori all’interno del gruppo Stellantis, stabilimento destinato a diventare, in sostanza, un gigantesco sfasciacarrozze (nome meno accattivante ma forse più calzante per l’Hub per l’economia circolare), destano ancora più preoccupazione le dichiarazioni, giubilanti, di Lo Russo e Cirio, completamente disinteressati alle nuove assunzioni e alla salvaguardia della produzione della 500E.

In Francia Stellantis ha appena assunto 1200 persone, mentre da noi si sono solo viste uscite incentivate. Tanti pessimi segnali che richiederebbero l’immediato interessamento del Comune, della Regione e del Governo. Invece, per ora, stanno tutti a guardare ed applaudire per non disturbare il grande manovratore.

Decisione grave e scellerata di Stellantis

È notizia di ieri che Stellantis trasferirà dalla Slovacchia a Torino diversi operai per potenziare la produzione della 500 elettrica realizzata a Mirafiori.

Senza mezzi termini: è una decisione grave e scellerata. Torino dispone di tutta la manodopera specializzata possibile per far fronte al fabbisogno di Stellantis e non vi è motivo di trasferirla dall’estero. Oppure, perchè non assumere giovani e formarli?

Inoltre il settore sta giovandosi di incentivi statali per l’auto elettrica. Inaccettabile che questi incentivi si traducano in posti di lavoro per chi viene dall’estero!

Secondo il retroscena riportato da un quotidiano online, Lo Russo ed Elkann si sono incontrati qualche giorno fa a Palazzo Civico, senza che nessuno sappia cosa si sono detti. A questo punto mi viene il sospetto: Lo Russo sapeva di questa imminente decisione? Se sì, l’ha avallata?

Auspico che il sindaco faccia sentire la propria voce e si unisca alla protesta dei sindacati, perchè Torino non può e non deve subire queste umiliazioni da Stellantis.

Le “uscite incentivate” di Stellantis (e Lo Russo)

Nello scorso mese di settembre il Sindaco Lo Russo, con toni trionfalistici, relazionava in Consiglio Comunale in merito al protocollo siglato con Stellantis, che a suo dire rappresentava “un passaggio storico importante” e “una buona notizia per tutti noi, per la città e per il Piemonte”, oltre che elemento di “soddisfazione territoriale”.

Non avevo condiviso, all’epoca, l’ottimismo del Sindaco: in quella seduta chiesi infatti maggiori garanzie sui livelli occupazionali e sulle esternalizzazioni delle produzioni e un maggiore coinvolgimento dei sindacati nelle trattative.

È di ieri la notizia del nuovo accordo quadro siglato da Stellantis con i sindacati, che riguarderà fino a 2000 uscite incentivate. La riduzione del personale non è certamente un segnale incoraggiante, a maggior ragione se si guarda al futuro e alle prospettive aziendali che il gruppo intende sviluppare sul territorio italiano.

Mirafiori, nello specifico, sarà nuovamente lo stabilimento interessato dal maggior numero di uscite.

Ma il Sindaco, in tutto questo, dov’è? E se c’è, riesce davvero ad essere ancora così ottimista?

ASSESSORE AI GRANDI EVENTI: COMMISSARIATO.

Quando nomini un assessore ai grandi eventi finora tutti ereditati (Mimmo Carretta) ma dopo 6 mesi capisci che non si aggiudicherà manco mezzo grande evento e quindi assumi (110.000€) un manager ai Grandi Eventi, nella speranza che ti porti almeno un Grande Evento.