“Ci stiamo lavorando, non ci sono soldi”

In merito al futuro del Teatro Nuovo oggi l’Assessora Purchia ha risposto con la più classica delle dichiarazioni previste nel cosiddetto Manuale del Politichese: “Ci stiamo lavorando, non ci sono soldi”.

Pur dando per assodato (sulla fiducia) che i fondi per la messa in sicurezza del teatro verranno reperiti (ma non si sa ancora bene dove e come) prendiamo anche atto che la nuova amministrazione non ha idee in merito al modello di gestione del teatro.

“Pensarci è prematuro” ha ribadito oggi in aula l’Assessora Purchia.

A nostro avviso bisognerebbe prima (o almeno contemporaneamente) pensare al modello di gestione per poter progettare al meglio la struttura.

San Giovanni 2022, indietro tutta!

Le aziende investono su una Città quando questa sa dare prospettive credibili per il futuro. Altrimenti, addio.

Torino poteva mantenere una filiera tecnologica e innovativa e, perchè no, affiancarla ai fuochi d’artificio. Invece, con un colpo di spugna, Torino fa INDIETRO TUTTA!

La mamma di Emma, bimba investita all’asilo nido da un’auto, lancia questa petizione…

La mamma di Emma, bambina di due anni investita all’asilo nido da un’auto, lancia questa petizione.

E’ possibile sostenerla e firmare qui.

 

 

 

AUTO ELETTRICA E IPOCRISIA

Ho letto questa mattina le dichiarazioni del sindaco Lo Russo relativamente alla decisione del Parlamento europeo di fermare la vendita di auto a benzina, diesel e GPL dal 2035.

La sua è l’ennesima voce preoccupata, dopo quelle dagli industriali piemontesi e dal rettore del Politecnico Guido Saracco, tutti uniti nel bollare la scelta come “talebana” e foriera di problematiche occupazionali.

Ora, nel nostro Paese – e nella nostra città in particolare – il quadro occupazionale legato al comparto dell’automotive versa in uno stato di crisi tale da rendere incomprensibile questa tardiva enfasi a difesa dei posti di lavoro: basti pensare che a Torino e provincia, negli ultimi 12 anni, secondo i dati della Fiom, si sono persi 32.000 posti di lavoro (-27.2%) e hanno chiuso i battenti 370 imprese del settore metalmeccanico (-39%).

Sono dati che dovrebbero farci riflettere e, quanto meno, indurre la classe dirigente cittadina a una severa autocritica sulla capacità di elaborare una politica industriale seria, che sappia innovarsi rispettando parimenti i lavoratori e il nostro pianeta.

Invece siamo qui a lamentarci perché l’Europa cerca di costringerci ad abbandonare da subito, cioè ORA, i progetti di investimento basati sui combustibili fossili.

La scadenza del 2030 per il dimezzamento delle emissioni globali di CO2 non è una data contrattabile, semplicemente se aspettiamo oltre prima che le emissioni calino non sarà più possibile invertire la tendenza con conseguenze sull’ambiente, sulla salute e sull’economia che a stento immaginiamo.

E allora sarebbe auspicabile un maggiore senso di responsabilità da chi ci governa perché non sono davvero accettabili le scuse sentite in questi giorni, fin ultima quella sui problemi etici legati all’approvvigionamento del litio, quando per decenni si sono ignorati bellamente i legami tra il petrolio e lo scoppio di guerre nel mondo.

A costo di essere bollati come “talebani”, è necessario incominciare a dire alcune cose molto chiaramente:

1) la transizione energetica, necessaria non solo per il pianeta e chi lo abita (noi, in primis), crea posti di lavoro a patto che si incominci da subito a sostenere la formazione e la riqualificazione di tutte quelle figure che possono trovare impiego in nuove attività lavorative. D’altronde il rapporto dell’Agenzia Internazionale dell’Energia del 2021 ha stimato che l’azzeramento delle emissioni porterebbe ad un aumento del Pil globale dello 0.4% all’anno;

2) 14 anni di tempo mi sembrano più che sufficienti per creare infrastrutture adeguate ad una mobilità elettrica, che aspettiamo?

3) l’auto del futuro è alimentata con energia rinnovabile ma soprattutto è condivisa. Sì, condivisa. Per la maggior parte di noi non ha alcun senso possedere un mezzo per usarlo meno di mezz’ora al giorno consumando risorse economiche, tempo e suolo;

4) le nostre industrie devono passare dall’idea di “vendere auto” all’idea di “vendere mobilità”, che è poi quello di cui una città come la nostra avrebbe assolutamente bisogno visto che abbiamo il record italiano di auto in rapporto al numero di abitanti (assoluta follia).

È passato un anno da quando iniziava la campagna elettorale per le amministrative a Torino, interamente condotta al grido di una città più sostenibile e a misura d’uomo. Dopo 365 giorni rimane l’ipocrisia e l’inadeguatezza di chi al futuro del pianeta e di tutti noi, anche oggi, ci pensa domani.

Iren, amministratori e manager si aumentano lo stipendio

La prima manovra della governance Iren appena nominata da Lo Russo? Aumentarsi gli stipendi.

Così fanno fronte al caro bollette. Loro.

Presenterò un’interpellanza per chiedere al Sindaco se ne era al corrente e, soprattutto, che cosa ne pensa.

Preserviamo il Monte dei Cappuccini

Sono già più di 330 le firme raccolte dalla petizione “Preserviamo il Monte dei Cappuccini”, Firme di persone contrarie alla costruzione, annunciata in pompa magna su La Stampa dall’assessora Purchia, di un’ascensore/funicolare dal Po al Museo della Montagna. Una follia. Firmate e condividete anche voi!

Io, nel frattempo, interpellerò l’assessora Purchia per capire meglio da dove scaturisca questa idea assolutamente priva di senso.

Imbarco Perosino, l’amministrazione 5 stelle ha agito correttamente.

Quello che avrebbe dovuto essere considerato un semplice percorso di legalità e giustizia anche e soprattutto nei confronti dei concessionari in regola con i pagamenti, venne utilizzato invece contro l’amministrazione precedente e cavalcato da Lo Russo, Foglietta e Carretta, anche in campagna elettorale. Oggi emerge tutta l’ipocrisia di questi soggetti. E si conferma che l’amministrazione 5 stelle ha agito correttamente.

 

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Potrebbe essere un'immagine raffigurante corpo idrico e il seguente testo "Mimmo Carretta 18 gen 2020 Et voilà! Non dimenticate, 2020 è l'anno del rilancio per Torino". (cit. Chiara Appendino) i MOLE24.IT Il Valentino perde un altro locale: dopo 83 anni addio all'Imbarco Perosino 144 Commenti 34 Condivisioni: 51"

 

Potrebbe essere un'immagine raffigurante 1 persona e il seguente testo "Chiara Foglietta 20 gen 2020 Che ne sarà del Parco del Valentino? E' questa la domanda che ci poniamo in tanti in questa Città guardando con preoccupazione alle vicende che interessano quella zona ormai da mesi e mesi. Ultimi fatti di cronaca: l'incendio al Fluido e l'imminente sfratto dell'Imbarco Perosino. Sul primo punto finalmente oggi in Consiglio Comunale riceverò delle indicazioni in risposta alle comunicazioni urgenti che avevo chiesto lunedì scorso. Sul resto, la settimana scorsa ho lavorato, insieme alla coordinatrice della Commissione Cultura della Circoscrizione 8 Paola Parmentola, alla scrittura di una interpellanza"

 

Potrebbe essere un'immagine raffigurante 1 persona e testo

 

Potrebbe essere un'immagine raffigurante 1 persona e il seguente testo "Maria Grazia Grippo Segui 28 gen 2020 La situazione dell'imbarco Perosino di cui si è discusso nell'ultima seduta del Consiglio comunale, è paradigmatica della condizione generale in cui versa il Parco Del Valentino e ormai da settimane al centro del dibattito politico. Purtroppo la scelta di questa amministrazione di far prevalere un approccio parziale rischia sul lungo e medio periodo di non riuscire a fornire soluzioni davvero efficaci per il rilancio del Parco. Come già detto altre volte, lo ribadisco: serve un approccio da parte della politica che sappia guardare più in là di oggi e di domani."

 

 

 

ZONE SCOLASTICHE E SICUREZZA. LA NOSTRA MOZIONE

Da molti anni comitati, associazioni, genitori e insegnanti chiedono ai sindaci di avere un occhio di riguardo per un problema che purtroppo grava su  moltissime scuole in tutta Italia: il traffico e il caos provocato dalle automobili all’entrata e all’uscita degli alunni.

Dopo l’ultimo gravissimo incidente all’Aquila il Coordinamento Associazioni e Movimenti Ambientalisti per la Mobilità Attiva e Sostenibile ha rilanciato questa proposta (sottoscritta anche dalla Consulta della Mobilità Ciclistica e Moderazione del Traffico di Torino): divieto di transito e sosta per auto e moto nei pressi di tutte le scuole.

Qualcosa è già stato fatto nella scorsa legislatura davanti alle scuole Gabelli, Pestalozzi, Tommaso di Savoia, Principessa di Piemonte, Boncompagni, De Filippo e Cartiera, Beata Vergine di Campagna, Muratori, Collodi, Via Vibò, Manzoni, Bay, Via Madama Cristina 102 e l’attuale Assessora ai Trasporti Ambiente Viabilità ha confermato che altre “zone scolastiche” già previste dalla Giunta Appendino saranno presto realizzate.

Come gruppo M5s sosteniamo con forza l’appello del Coordinamento Mobilità Sostenibile e per questo oggi ho presentato la seguente mozione:

PREMESSO CHE

In data 28 marzo 2022 l’Assessora Foglietta rispondendo all’Interpellanza n.2022-00100confermava che le circa cinquanta zone scolastiche programmate dalla precedente Amministrazione verranno realizzate nei tempi tecnici previsti.

CONSIDERATO CHE

Nella Città di Torino sono presenti alcune centinaia di istituti scolastici (scuole dell’infanzia, primarie, secondarie di I e II grado) nei pressi dei quali ogni giorno, soprattutto negli orari di ingresso e uscita da scuola, i torinesi subiscono disagi causati dalla presenza di troppi autoveicoli in corrispondenza degli ingressi e nelle vie immediatamente adiacenti.

Nei pressi del 99% delle scuole torinesi sono stati rilevati valori di concentrazione di biossido diazoto (NO2) superiori ai limiti imposti dall’OMS, così come recentemente presentato durante la campagna di monitoraggio civico “Che aria Tira 2022” del Comitato Torino Respira.

PRESO ATTO CHE

Ingorghi, malasosta e problematiche relative alla viabilità negli orari di ingresso/uscita da scuola sono in costante aumento e incidono negativamente sia sulla qualità dell’aria che sulla sicurezza di bambine e bambini, dei genitori e del personale scolastico.

VISTO

Il recente appello del Coordinamento Associazioni e Movimenti Ambientalisti per la Mobilità Attiva e Sostenibile (sottoscritto tra gli altri anche dalla Consulta della Mobilità Ciclistica e Moderazione del Traffico di Torino) che chiede:

•ai Sindaci di attuare al più presto provvedimenti che vietino il transito e il parcheggio di auto e moto di fronte ad asili e scuole;•ai Dirigenti scolastici di liberare i cortili delle scuole dal parcheggio delle auto di personale e genitori al fine di utilizzare quegli spazi per il gioco e l’educazione all’aperto;

•al Parlamento di rendere obbligatoria l’istituzione delle zone scolastiche davanti a ogni istituto, con chiusura al traffico e alla sosta delle macchine come minimo negli orari di entrata e uscita degli alunni mediante barriere fisiche.

ATTESO CHE

La Legge n.120/2020 ha introdotto la “Zona scolastica” quale «zona urbana in prossimità della quale si trovano edifici adibiti ad uso scolastico, in cui è garantita una particolare protezione dei pedoni e dell’ambiente, delimitata lungo le vie di accesso dagli appositi segnali di inizio e di fine»;

RICHIAMATI

Il programma elettorale dell’attuale sindaco Lo Russo che al paragrafo “LA CITTÀ DELLEOPPORTUNITÀ, DELLE DONNE, DEI GIOVANI, DELLE BAMBINE E DEI BAMBINI” propone di “Riqualificare gli spazi nei dintorni delle scuole attraverso la limitazione della viabilità e la pedonalizzazione in ottica di sicurezza, mobilità sostenibile e scambio tra scuola e territorio”.

La Comunicazione Atto n.15/2022 dell’Assessora Foglietta sulla Partecipazione della Città alla call“100 Climate-neutral Cities by 2030 – byand for the Citizens” con la quale la città si impegna a diminuire significativamente le emissioni entro il 2030.

CONSTATATO

Che la sola segnaletica orizzontale non è garanzia sufficiente di una effettiva e concreta separazione della zona scolastica dai veicoli motorizzati in quanto, senza barriere fisiche o controlli fissi della Polizia Municipale, è quotidianamente ignorata così come la segnaletica verticale indicante i divieti di transito in orario ingresso/uscita da scuola.

IMPEGNA

il Sindaco e gli assessorati competenti:

•ad attivare subito un Tavolo di Lavoro finalizzato a trovare le soluzioni tecniche per realizzare zone scolastiche davanti a ogni scuola in cui ve ne sia concreta necessità;

•ad avviare con l’inizio del prossimo anno scolastico (settembre 2022) la sperimentazione di zone scolastiche, chiuse al traffico motorizzato mediante barriere fisiche e/o con sensibile riduzione della carreggiata attualmente destinata a transito/sosta dei veicoli motorizzati, almeno negli orari di entrata e uscita degli alunni, in corrispondenza di quegli istituti scolastici per i quali il Tavolo di Lavoro ha individuato gravi carenze per la sicurezza dei bambini.

Torino, 01/06/2022

LA CONSIGLIERA Dorotea Castiglione 

 

 

FLOR, com’era e com’è diventata

Si è appena conclusa Flor, manifestazione che, fino all’anno scorso, si è sempre svolta per le vie del centro di Torino, colorando e profumando la Città come poche altre manifestazioni sanno fare.

Questa edizione, però, si è tenuta presso i Giardini Reali, gestiti dai Musei Reali, e dietro pagamento di un biglietto, 7€. Una scelta degli organizzatori, sostenuta dalla direttrice dei Musei Reali, Pagella e, evidentemente, dall’amministrazione Lo Russo.

In primo luogo vorrei dire che mi dispiace per tutte le persone come il lettore di Specchio dei Tempi che, magari non potendosi permettere uno o più biglietti di ingresso, quest’anno non hanno potuto godere di tanta bellezza.

In secondo luogo vorrei capire meglio che cosa intende fare la direttrice Pagella, in futuro, dei Giardini Reali. E’ giusto chiudere i Giardini per tutti questi giorni, impedendone la visita a torinesi e turisti? Con Flor, ha deciso di trasformare i giardini in location per le manifestazioni commerciali? Si ripeteranno?

Ricordo alcune polemiche per la manifestazione di qualche anno fa di Coldiretti, che portò centinaia di migliaia di persone ai Giardini. Manifestazione, tra l’altro, non a pagamento, aperta a tutti. Credo sia un tema da approfondire.

Flor, trattandosi di manifestazione commerciale, in passato, ha sempre pagato alla città una cifra ragguardevole per l’occupazione del suolo pubblico. Soldi che, evidentemente, la città non ha introitato questa volta. Quanto ha pagato ai Musei Reali per avere i Giardini Reali tutti per sé?

ADDIO INTELLIGENZA ARTIFICIALE?

Le dichiarazioni riguardanti il centro per l’intelligenza Artificale I3A a Torino della ministra Messa sono gravissime. Ma ancora più grave è il silenzio del sindaco Lo Russo che, ascoltate le parole della ministra, non ha difeso Torino e la norma del 2021 che ne stanzia i fondi.
Mi chiedo, inoltre, cosa abbia fatto in questi 7 mesi per chiudere il percorso avviato nel 2021 dall’allora sindaca Appendino, dalle università e da tantissime altre istituzioni e realtà torinesi dell’ecosistema imprenditoriale.
Lo scorso mese di febbraio avevo già sollecitato la Giunta ad occuparsi del tema, attraverso un’interpellanza.
Lunedì chiederò Comunicazioni in aula con massima urgenza.