LA PERIFERIA SEMBRA UNA GIUNGLA

Caro assessore Francesco Tresso grazie per l’articolata e complessa risposta. Ma, al netto dei mille giri di parole, può dirci come mai non ha anticipato lo sfalcio per far trovare Torino pulita e ordinata durante la settimana dei grandi eventi?

Torino, appena fuori dalla ZTL, sembra una giungla abbandonata a se stessa. Da Mirafiori fino a Falchera, passando per la Pellerina e Parco Dora.

D’altronde in questi giorni ha “solo” avuto Eurovision, il Salone del Libro, Il Giro d’Italia, la finale di Champions Femminile e poi tutti i ministri degli esteri d’Europa. Centinaia di migliaia di persone da tutto il mondo e ci presentiamo così.

Sveglia, sindaco!

Non so se se ne è accorto, ma oltre a tagliare i nastri degli eventi che ha ereditato da noi, c’è una città da amministrare!

Anticipare di qualche giorno il primo sfalcio non era una cosa così complicata da programmare.

Ma immagino già come celebrerà la sua amministrazione: “Torino si è presentata al mondo con un verde lussureggiante in ogni angolo della città”.

Potrebbe essere un'immagine raffigurante strada, erba e albero

Potrebbe essere un'immagine raffigurante attività all'aperto e muro di mattoni

Potrebbe essere un'immagine raffigurante albero e strada

Potrebbe essere un'immagine raffigurante erba, albero e strada

Potrebbe essere un'immagine raffigurante attività all'aperto e muro di mattoni

 

 

 

CHI PAGHERA’ LE SPESE LEGALI A CHIARA APPENDINO ASSOLTA?

L’attuale sindaco nel 2017 presentò l’esposto alla magistratura sul caso Ream. La vicenda è terminata, dopo la condanna di primo grado, con le assoluzioni in appello.

Chi sosterrà le spese legali relativamente al processo Ream? La legge prevede che, in caso di assoluzione piena e definitiva, sia il Comune a sostenerle. E così, chi ha firmato l’esposto, firmerà anche questo corposo rimborso a spese della collettività.

Centro storico in “Zona Rossa”

Oggi è stato inaugurato il Salone del Libro.
Sarà il più grande di sempre e la cosa non può che farmi un enorme piacere, considerato che quando arrivammo, nel 2016, ce lo ritrovammo a Milano e che la nostra amministrazione riuscì non solo a salvarlo, ma a rilanciarlo alla grande.

Normalmente, durante le giornate in cui si tiene il Salone, il centro di Torino brulica di persone. Invece, per tutta la giornata di oggi, una buona fetta del centro storico di Torino è stato classificato “Zona Rossa”, totalmente off limits per visitatori esterni. Non solo: ben 61 attività sono state chiuse, tramite ordinanza, per motivi di sicurezza.
Perchè? Perchè l’amministrazione Lo Russo ha deciso di ospitare i ministri degli esteri UE oggi a Palazzo Madama e Palazzo Carignano e, solo domani, alla Reggia di Venaria.

Io, sinceramente, mi chiedo perchè obbligare tante attività alla chiusura o, comunque, all’incasso zero, in una delle giornate con più visitatori dell’anno, quando si poteva organizzare tutto a Venaria, location perfetta per questo tipo di eventi. Spero almeno che siano stati previsti dei ristori per tutte le attività del centro, pesantemente penalizzate da questa scelta.

APPENDINO: “IO ASSOLTA, LO RUSSO IN IMBARAZZO”

A distanza di 2 giorni dall’assoluzione di Chiara Appendino, il segretario del PD piemontese, Paolo Furia, ha rotto il silenzio esprimendo “soddisfazione”. Lo ringrazio, meglio tardi che mai.

Silenzio tombale, invece, da parte dell’autore dell’esposto che ha generato il processo, l’allora Consigliere Comunale Stefano Lo Russo. Eppure, ai tempi, disse che “attendeva con fiducia l’esito delle indagini”.

Sindaco, non so se ha letto, ma l’esito è arrivato! Possibile che non abbia nulla da dire, visto che fu suo l’esposto (fatto in compagnia di Morano, poi condannato in via definitiva a 2 anni e 4 mesi per tentata concussione) che generò il processo? Ai tempi sosteneva che si trattasse di falso. I giudici le hanno dato torto, non si è trattato di falso.

Bocche cucite anche per l’attuale segretario torinese Mazzù, e per l’allora segretario Carretta, ora promosso ad assessore.

Basterebbe chiedere scusa, anche solo per tutte le risorse impegnate nel celebrare questo lunghissimo processo.

Anche perché, alla lunga, questo silenzio rischierebbe di essere scambiato per codardia. E non vorrei mai.

ADESSO RENZI CHIEDERA SCUSA?

Correva l’anno 2018. Renzi era il segretario del Partito Democratico e, durante la sua visita a Torino, disse quanto sotto. Altri tempi.

Ma la questione non riguarda solo lui, perchè tutto il PD torinese ha cavalcato la vicenda in questi 6 lunghi anni

Chiederanno scusa? Qualcosa mi dice di no.

Potrebbe essere un'immagine raffigurante 1 persona e il seguente testo "Renzi al Lingotto di Torino affonda Appendino: 'Amministratori Pd non falsificano i bilanci" "Noi siamo amministratori che non mettono 5 milioni in più a penna" Torin กමత Ouinh ggi Opfntual Emmegint POLITICA 13 gennaio 2018, 12:50 PD P,"

 

 

Processo REAM, Chiara Appendino assolta

Non ho mai avuto alcun dubbio sulla tua integrità morale e sulla tua buona fede.

Sono stati 6 anni durissimi, in cui sei riuscita a tenere duro nonostante le vergognose speculazioni politiche.

Ora che sei stata assolta dal processo REAM, finalmente viene ristabilita la verità.

E oggi è un giorno di festa.

Un abbraccio forte a Chiara Appendino.

Felice anche per Sergio Rolando e Paolo Giordana.

Potrebbe essere un'immagine raffigurante 13 persone, persone in piedi e attività all'aperto

 

GRAZIE CHIARA

Si è appena concluso l’Eurovision Song Contest 2022, una delle più belle e coinvolgenti esperienze vissute dalla nostra Città negli ultimi anni.

Nel maggio 2021, all’indomani della vittoria dei Måneskin, assieme alla collega Imbesi avevo depositato in Consiglio Comunale la proposta di candidare ufficialmente Torino ad ospitare l’Eurovision Song Contest.

Cominciava così un lungo percorso che si concretizzatva con l’ufficialità dell’assegnazione dell’evento non sportivo più seguito al mondo alla nostra Città.

Un assegnazione il cui iter, che ho avuto modo di seguire durante lo scorso mandato, è stato veramente molto complicato.

Ma ci abbiamo creduto fino in fondo e l’entusiasmo di questi giorni, con una Città in fermento e piena di turisti, ci ha dimostrato che avevamo ragione.

Proprio per questo il mio ringraziamento più grande va a Chiara Appendino per aver reso possibile tutto questo.

Ovviamente auspico che la prossima edizione dell’Eurovision Song Contest si possa svolgere in Ucraina, nazione che ieri sera si è aggiudicata la vittoria finale. Vorrebbe dire che il nostro continente avrebbe finalmente ritrovato la pace. Ma nel caso in cui non ci fossero le condizioni credo che la nostra Città abbia il dovere di riprovarci.

Vorrei che si potesse dire, di nuovo: “Noi siamo pronti”.

 

EUROVISION – TORINO CENTRO DESERTO

Settimana Eurovision, Ore 21:00, il centro di Torino è praticamente deserto e i ristoranti semi vuoti. La scelta di concentrare tutto al Valentino e di non prevedere nulla nelle piazze più famose della città, forse, non è stata così geniale.

E vedere l’ingresso del media centre (Palazzo Madama) ridotto in queste condizioni, fa male al cuore.

 

LO RUSSO “VOTO 7”?

Ho risposto così a Repubblica-Torino che mi ha chiesto un parere sull’umilissima autovalutazione del sindaco: non esprimo un giudizio sulla persona, riporto cosa mi dicono le persone che ascolto per strada e nei mercati. Sentimento assai diffuso è la mancata percezione della presenza del sindaco. Appendino era presente a ogni occasione e ogni sabato in un mercato diverso. Lo Russo esce solo da palazzo per farsi fotografare con la chitarra.

Dal punto di vista politico, mi limito a valutare le scelte che non condividiamo e le (poche) condivise.

– Sulle nomine il voto è “inqualificabile”. Politici PD riciclati nelle partecipate e, per la prima volta da 15 anni un non torinese alla presidenza di Iren.

– Su Eurovision il voto è 5: la media fra un 6 per la gestione della complessa organizzazione, e un 5 per gestione sbagliata dei volontari e 4 Per la pessima campagna comunicativa.

– Sui diritti 4, poco coraggio sullo stop alle trascrizioni, si è auto giustificato facendosi scudo con un divieto imposto dal prefetto che, poi,si è scoperto non aver vietato nulla.

– Sulla mobilità ciclabile 6: a parole ha dichiarato che proseguiranno sulla nostra strada, ma nei fatti ha cancellato alcuni tratti già progettati per far contenti gli automobilisti. Su Piazza Baldissera non si è ancora capito cosa faranno.

– Sulla differenziata voto 7: ottima la volontà di proseguire con le ecoisole ed estenderle ad altri quartieri. D’altronde la raccolta deve aumentare ancora. Sbagliato prendersela con Amiat per i cittadini che abbandonano i rifiuti a terra. Serve maggiore sensibilizzazione e controlli.

– Sul bilancio, dove viene assegnato 10 all’assessora Nardelli, il sindaco fa finta di dimenticare che il 10, in realtà bisognerebbe darlo ai torinesi che, ancora una volta dovranno sopportare un aumento delle imposte, per ripianare un buco che il centrosinistra stesso ha generato negli ultimi 20 anni. E al Governo, di cui il M5S è maggiore azionista, che ha stanziato tutti quei fondi e scritto la norma. Lo Russo e Nardelli si sono limitati a apporre una firma.

– Sulla situazione occupazionale è NON PERVENUTO, Stellantis quest’anno taglierà a Mirafiori altri 480 posti di lavoro attraverso i licenziamenti volontari forte della totale ininfluenza della Città di Torino.

– Voto ZERO all’idea folle della sua assessora alla Cultura di una funicolare o ascensore sul Monte dei Cappuccini che avrebbe un impatto ambientale e paesaggistico deleterio su uno degli scorci più fotografati della nostra bellissima città.

– Infine un tema a cui tengo molto, il Commercio. Purtroppo “Senza Voto”, non è ancora stato fatto nulla se non rimettere i Dehors a pagamento.

 

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EUROVISION 2023?

In un’intervista a La Stampa il direttore del centro produzione Rai si domanda se Torino sarebbe disposta a ospitare una seconda edizione di Eurovision.

Io dico sì, senza alcuna esitazione.

So benissimo, avendo seguito con l’amministrazione Appendino l’iter dalla candidatura fino all’aggiudicazione, quanto sia stato complicato vincere quel bando. E so che sforzo organizzativo ci sia dietro quello che vivremo e vedremo nei prossimi giorni.

Ma so anche che aria si respira a Torino in questi giorni. La città è in fermento ed è già piena di turisti, giornalisti e delegazioni. Forse non tutti se ne rendono conto ma abbiamo già i riflettori del mondo puntati su di noi.

E poi, la città, forte del lavoro fatto quest’anno, potrebbe imparare dai propri errori (per esempio la gestione dei Volontari) e organizzare un’edizione ancora migliore di questa, cosa che nessun’altra potrebbe fare.

Stesso discorso se il prossimo anno dovessero esserci problemi organizzativi legati alla guerra in Ucraina.

Insomma, Torino, c’è. E deve esserci ancora.