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Giuseppe Conte a Torino

«Se siete qui è perché sapete che abbiamo sempre lavorato per voi e continueremo a farlo», così oggi Giuseppe Conte nella nostra Torino, accolto da un bel bagno di folla.

Grazie davvero ai tanti che hanno partecipato!

 

Lo Russo inaugura …grazie a Chiara Appendino

Scusatemi, ma quando Stefano Lo Russo ha pubblicato questo post, non ci ho più visto.

Dopo 10 mesi di nulla più assoluto (a parte l’innalzamento dell’Irpef e della Tari e decine di nomine nelle partecipate di politici Pd trombati alle elezioni) oggi è arrivato ad assumersi i meriti dell’amministrazione precedente per l’enorme lavoro fatto sul turismo.

Eh no, caro Lo Russo: tu non hai fatto assolutamente nulla per arrivare a questi risultati, che sono il frutto di anni di duro lavoro dell’amministrazione Appendino che, dopo 15 anni di tentativi andati a vuoto è finalmente riuscita ad ottenere la base Ryanair a Torino, grazie a eventi come Atp Finals ed Eurovision (Parole di O’Leary, Ceo Ryanair).

Il tutto mentre tu eri all’opposizione a tifare CONTRO Torino. Questo stravolgimento della realtà non è accettabile e faccio appello ai giornali locali affinchè ripristinino la verità, senza permettere al sindaco di assumersi meriti che, almeno per il momento, non ha assolutamente.

Lo Russo in ritardo quando si tratta di salvaguardare il verde pubblico

Velocissimi quando si tratta di assegnare poltrone, in colpevole ritardo quando si tratta di salvaguardare il verde pubblico. È l’amministrazione Lo Russo.

da TorinoOggi:

Gli alberi di corso Mediterraneo stanno morendo: a fine estate si valuterà se abbatterli e sostituirli

Un guasto al sistema di irrigazione, unito alla siccità, ha causato un danno al filare tra via Caboto e Colombo. Una squadra del Comune bagna due volte alla settimana gli alberi, ma non basta

Il sole non concede tregua, le temperature rimangono elevatissime e non piove. Se si aggiungono impianti di irrigazione rotti, il risultato è ben visibile in corso Mediterraneo, dove un filare di alberi sta letteralmente morendo.

Sgomento tra i residenti di via Caboto e Colombo

E’ tanto lo sgomento tra residenti e automobilisti che ogni giorno transitano nel pezzo di corso compreso tra via Caboto e via Colombo: gli alberi, mentre tutto intorno è verde, hanno un colore compreso tra l’arancione e il marrone. Si stanno lentamente spegnendo, senz’acqua.

Impianto di irrigazione fuori uso

Il tema era stato allevato da il capogruppo del M5s, Andrea Russi, che aveva chiesto al Comune se vi fossero in previsione azioni per salvare gli alberi di corso Mediterraneo. Attualmente, come spiegato dall’assessore al Verde Francesco Tresso, visto che l’impianto di irrigazione è fuori uso. Squadre del Comune bagnano gli alberi due volte alla settimana. Un’azione manuale, ma che non sembra portare risultati.

Non appena arrivati i pezzi necessari per riparare il sistema di irrigazione, come confermato dallo stesso Tresso, si procederà con la sostituzione di quelli difettosi. Poi toccherà agli uffici decidere, a fine estate, se tagliare gli alberi di corso Mediterraneo e sostituirli. Intanto, giorno dopo giorno, gli alberi si avviano verso una triste morte.

 

Non mi candido per il Parlamento perché…

Non mi candido per il Parlamento perché a Torino c’è ancora tanto lavoro da fare e il mio posto ora è qui.

Ne ho parlato oggi, commentando la campagna elettorale per le politiche, in un’intervista a La Stampa Torino, che ringrazio, e che trovate completa nel primo commento qui sotto ⤵️

Fatemi sapere cosa ne pensate e se anche voi, come me, vorreste che sia Chiara Appendino a correre come nostra rappresentante in Parlamento.

 

Rispettiamo il mandato, restiamo in Consiglio Comunale

Nonostante le regole del Movimento 5 Stelle ci consentirebbero di candidarci per le prossime elezioni politiche, come consiglieri comunali M5S di Torino abbiamo deciso di non avanzare la nostra candidatura per le parlamentarie.

Siamo stati eletti appena nove mesi fa, il nostro mandato è appena cominciato e il lavoro da fare è moltissimo.

Proseguiremo quindi con entusiasmo e passione il nostro impegno politico qui a Torino e il nostro sostegno sarà massimo per chi sceglierà di candidarsi.

In bocca al lupo a tutte e a tutti.

Andrea Russi

Dorotea Castiglione

Valentina Sganga

Sgomberi e centri sociali

In piena estate, e ormai in piena campagna elettorale, il partito della Meloni a Torino non ha nulla di meglio da fare che chiedere lo sgombero del centro sociale Askatasuna (elargendo contemporaneamente il patentino di terrorista a chiunque lo frequenti).

Così, oggi, ci siamo ritrovati in una Commissione Comunale sorvegliata fuori dalla polizia e presidiata dentro dai loro sindacati a discutere, per oltre due ore, di qualcosa che probabilmente ai torinesi importa meno di niente.

Il Partito Democratico, al solito, si è rifugiato dietro qualche proclama pro Tav e all’immancabile solidarietà alle forze dell’ordine, formula sempre utile a sfuggire a qualunque presa di posizione chiara.

Personalmente ho espresso, senza ambiguità, la mia contrarietà alla proposta.

I centri sociali sono realtà complesse, e su questo Askatasuna non fa eccezione, che comprendono quanto di buono e quanto di cattivo il corpo sociale offre ma, dovrebbe essere chiaro a chiunque fa politica, l’antagonismo da sempre occupa gli spazi che le istituzioni lasciano vuoti: questo vale per i quartieri abbandonati alla povertà e allo spaccio diffuso, come vale per quelle battaglie a difesa di un territorio, la Val Susa, che continua a lottare per evitare che un’opera inutile e dispendiosa devasti il suo ambiente.

Ora, non sarà certo lo sgombero di turno a spazzare via questi problemi. Restano lì ad aspettarci. E prima o poi andrebbero affrontati perché professarsi contro le violenze è, sì, sempre giusto ma non risolve minimamente le questioni sociali, ambientali ed economiche che ci stanno travolgendo.

Giusto per ricordarci, come istituzione, che il nostro compito dovrebbe essere unicamente quello.

VALENTINA SGANGA

L’appalto per la gestione dei Servizi Museali

Il prossimo 31 luglio scadrà l’appalto per la gestione dei Servizi Museali dei Musei Civici di Torino, che vede impiegati 47 lavoratori nelle cinque realtà museali che fanno capo alla Città (Polo del Novecento, Museo Diffuso, Museo della Montagna, Museo del Risorgimento, Museo di Anatomia e Museo Lombroso).

Nel corso di una seduta svoltasi il 12 luglio, la Commissione Lavoro ha avuto modo di ascoltare le istanze delle lavoratrici e dei lavoratori, fortemente preoccupati dall’incertezza generata dall’imminente scadenza dell’appalto e dal rischio di un peggioramento delle condizioni lavorative e retributive.

Al momento la Giunta pare infatti essere orientata verso una procedura di affidamento dell’appalto prevalentemente incentrata sulla riduzione dei costi, scelta che potrebbe significare tagli delle ore e del salario, peggioramento dei diritti e delle condizioni lavorative e addirittura tagli occupazionali.

Assieme alla collega Tea Castiglione, abbiamo presentato un atto per chiedere la proroga dell’attuale appalto, in modo da consentire una valutazione più approfondita della migliore formula atta a salvaguardare i diritti dei lavoratori e le esigenze della Città.

Nonostante ne avessimo chiesto la discussione urgente, il nostro atto è stato bloccato dalla maggioranza in Conferenza dei Capigruppo, dunque purtroppo non sarà discusso in Consiglio Comunale almeno fino a fine settembre.

Nel frattempo però sarebbe stata concessa una proroga “tecnica” di appena 6 mesi, tempo a nostro giudizio insufficiente per poter individuare un percorso condiviso che possa portare a condizioni lavorative più stabili a riconoscere e valorizzare la professionalità dei lavoratori.

Non mi aspetto che la maggioranza possa approvare un nostro atto, non è mai successo dall’inizio del mandato e probabilmente non accadrà nemmeno stavolta. Mi auguro però che l’assessora Purchia possa dimostrarsi per una volta sensibile alle istanze dei lavoratori e delle lavoratrici dei nostri Musei Civici, anche se purtroppo le ultime dichiarazioni sul ricorso del Teatro Regio contro i suoi lavoratori non lasciano ben sperare.

Caro Sindaco, le periferie sono una responsabilità sua, non del Governo

La settimana scorsa il Sindaco Lo Russo ha avuto il coraggio di dire che per gli scherzetti di M5S, Lega e FI a rimetterci saranno le periferie torinesi.

Caro Sindaco, le periferie sono una responsabilità sua, non del Governo, e non ci deve neanche provare ad usare la crisi di Governo come alibi per giustificare che non sta facendo nulla e che in campagna elettorale ha fatto decine di promesse che ora non può mantenere.

Le ricordo che amministrare non vuole dire solo mettere politici trombati nelle partecipate, farsi fotografare con la chitarra, fare giri turistici sul 4, tagliare i nastri dei progetti degli altri o aumentare le tasse dei cittadini.

La percezione, purtroppo, è che in questa Città un Sindaco non esista ormai da mesi.

Vedi il video del mio intervento in Sala Rossa.

L’ammucchiata pro-establishment di Letta abbandona il campo progressista per puntare dritto al centro

Fa benissimo il PD di Letta ad amoreggiare con Calenda e con le sue proposte reazionarie, altro che repubblicane.

L’ammucchiata pro-establishment di Letta abbandona, così, il campo progressista per puntare dritto al centro – forse anche un po’ più in là – visto il programma di Azione presentato ieri. La speranza è di strappare qualche voto alla moribonda Forza Italia, nella convinzione che la Sinistra e i Verdi, si tureranno il naso per l’ennesima volta, pur di portare a casa lo scranno per i loro segretari. E poi, scommetto, all’ultimo secondo infileranno dentro anche Renzi e Boschi.

Non è un caso che anche la Gelmini (sì, quella della tanto criticata riforma della scuola), abbia aderito ad Azione.

Il prossimo è Brunetta, quello degli insulti al lavoratore “Sei dipendente? Perché ca..o parli allora? Il microfono ce l’ho io e comando io”. E poi, probabilmente, Carfagna.

Noi siamo distanti anni luce da queste logiche.

La strategia del Pd di Letta è stata quella del serpente che ti stringe e ti soffoca. Forse, adesso, ci siamo liberati dalla presa e possiamo tornare ad essere noi stessi. Basta compromessi, siamo qualcosa di profondamente diverso dal PD e qui a Torino è ancora più evidente.

Noi abbiamo un programma per il sociale e per l’ambiente, sostenuto da tutte le cose che siamo riusciti a fare in questi anni di governo.

Noi siamo il M5S e il Nostro Presidente è Giuseppe Conte.

L’onda nera che doveva abbattersi su Torino…

Vi ricordate l’onda nera che doveva abbattersi su Torino con la possibile vittoria di Damilano – candidato sindaco del centrodestra – alle amministrative?

Ecco, dopo un anno è tutto superato.

Il Pd apre il campo in vista delle elezioni politiche anche a lui:

“DA CALENDA A FRANTOIANNI ECCO IL CAMPO VINCENTE DEL CENTROSINISTRA. C’È POSTO PURE PER DAMILANO”, così Daniele Valle – consigliere regionale del Pd nonché coordinatore della campagna elettorale di Lo Russo – in un’intervista di oggi.

Adesso io posso immaginare che, quando qualcuno investe mezzo milione di euro per fare una campagna elettore, poi diventa difficile accontentarsi di fare solo il consigliere comunale; ma addirittura riciclarsi tra le file dell’ex avversario Lo Russo per un posticino in Parlamento mi sembra davvero troppo e davvero il peggio – se confermato – che il confronto elettorale torinese potrebbe aver prodotto.

Senza ovviamente considerare quelli che, sull’altro versante, ora spalancano le braccia a colui che appena un anno fa definivano “il candidato sindaco dei fascisti, degli omofobi e degli xenofobi”.

Il che dovrebbe almeno aprirci gli occhi sull’incoerenza ipocrita di un partito, il Pd, che vaneggia contro le destre per un pò di voto utile e nel mentre offre seggi ai Brunetta e ai Damilano di turno.

Un campo, questo largo, da cui conviene davvero stare alla larga.

Il 25settembre scegliamo Giuseppe Conte