Automotoretrò: il Comune non ha mosso un dito per trattenerli a Torino.

In un’intervista ad una delle più prestigiose testate del settore, l’organizzatore di Automotoretrò ha dichiarato che il Comune non ha mosso un dito per trattenerli a Torino. Eppure si trattava del secondo evento fieristico più importante della città, dopo il Salone del Libro, con ricadute economiche importanti, considerato che durante il Salone dormivano e mangiavano in città decine di migliaia di persone.

Ora, mi chiedo: cosa lo paghiamo a fare lo stipendio del Sindaco e dell’assessore Carretta?

Inutile dirvi cosa si sarebbe detto e scritto se tutto ciò fosse accaduto durante la precedente amministrazione.

Potete leggere l’intervista completa qui.

Piazza Baldissera, addio tunnel (e addio promesse elettorali)

Lo Russo, 2019: “L’amministrazione (Appendino) chieda i soldi al governo per realizzare il tunnel!”

Lo Russo, 2022: “Tunnel di piazza Baldissera, lo voglio”.

Lo Russo, 2022: “Abbiamo ribadito al ministro l’assoluta priorità della realizzazione del sottopasso di piazza Baldissera”

Foglietta, 2023: “No al tunnel, troppo costoso. Via la rotonda, mettiamo i semafori”.

 

Ecco a voi i due massimi interpreti del circo Barnum che questa amministrazione ha messo in piedi su Piazza Baldissera.

Solo che non fanno ridere, visto che a pagarne le spese sono i cittadini torinesi che si trovano di fronte all’ennesima promessa non mantenuta di Lo Russo.

8 marzo

Alle donne che, in Iran e in ogni angolo di questa Terra, non si arrendono alle più atroci oppressioni: buon 8 marzo, ogni giorno.

Alle donne che lottano per demolire le barriere di iniquità sul lavoro, nella politica e nella società: buon 8 marzo, ogni giorno.

Alle donne che si oppongono alla violenza degli uomini bruti: buon 8 marzo, ogni giorno.

C’è ancora tanta strada da fare, ma ci sono compagne straordinariamente coraggiose con cui percorrerla.

La tettoia di via Pepe

La Tettoia Pepe prossimamente subirà un piccolo restyling, saranno ripulite le canaline di scolo e ripristinato l’intonaco ma continuerà ad essere inaccessibile.

Il costo per la riqualificazione è stato quantificato in 980mila Euro, l’eventuale abbattimento prevede un esborso di oltre un milione di Euro, importi di cui ad oggi il comune non dispone.

Continuerà pertanto a restare inutilizzata, intonacata (!) ma off-limits per i cittadini che vorrebbero renderla un luogo vivo.

 

Nuovo ospedale nel Parco della Pellerina. Quando ci diranno che…

❌ Quando ci diranno che non c’era altra alternativa nella scelta di un parco per il nuovo ospedale di Torino Nord, non crediamoci.

➡️ C’era. Anzi, ce n’era più di una, semplicemente il sindaco Lo Russo voleva in partenza la Pellerina e nessun altro ragionamento è mai stato possibile. Anche a fronte di criticità evidenti: il rischio idrogeologico e la presenza di un elettrodotto interrato che spostare non sarà né facile, né economico.

❌ Quando ci diranno che, in fondo, l’area giostre è un “solo un parcheggio in terra battuta”, non crediamoci.

➡️Anche senza verde, è un terreno nudo e cementificarlo significa impermeabilizzare e consumare suolo, con tutte le conseguenze che questo comporta sull’aumento di calore e sulla gestione delle acque.

❌ Quando ci diranno che non toccheranno il parco, non crediamoci.

➡️L’area giostre ha un’estensione di 50.000 mq, del tutto insufficienti rispetto ai 100.000 mq richiesti e necessari alle strutture viabilistiche e di parcheggio.

❌ Quando ci diranno che l’area ex Thyssen non era idonea per i costi di bonifica, non crediamoci.

➡️Stiamo perdendo un’opportunità storica per mera volontà politica: quella di destinare la Thyssen a sito di localizzazione nell’ambito della produzione dell’idrogeno. Una vera di garanzia di sicurezza, tra l’altro.

❌ Quando ci diranno che l’ex macello di Via Traves è troppo distante per considerarlo come alternativa, non crediamoci.

➡️Sono 10 minuti di macchina dall’attuale Maria Vittoria.

❌ Quando ci diranno che è necessario scegliere in fretta perché il Maria Vittoria è al collasso, non crediamoci.

➡️I tempi di realizzazione di una nuova struttura ospedaliera non saranno mai inferiori ai 10 anni, due mesi in più per valutare delle alternative sarebbero stati ininfluenti e, aggiungo, doverosi a fronte di un investimento 185 milioni di euro.

‼️ Questa scelta, senza altri giri di parole, è scellerata, irresponsabile e inaccettabile.

La nostra opposizione sarà durissima.

 

Nuovo ospedale nel Parco della Pellerina nonostante le proteste dei torinesi

Nonostante le proteste dei residenti, nonostante un piano approvato non più di due settimane fa dal consiglio comunale che chiede alla giunta di non utilizzare quell’area, abbiamo appreso che la scelta di realizzare il nuovo ospedale Maria Vittoria nel Parco della Pellerina è ormai definitiva

È una scelta vergognosa, che non avrebbe neanche dovuto essere presa in considerazione, viziata tra l’altro da criteri di valutazione quantomeno dubbi delle aree messe a disposizione della città.

Una scelta tra l’altro supportata anche da forze politiche che si definiscono ecologiste, ma che in un anno e mezzo di consiglio comunale sono riuscite a distinguersi soltanto per la battaglia sull’eliminazione della cravatta in sala rossa.

Meno cravatte, più cemento, per il resto non pervenuti.

L’istituzione della nuova struttura ospedaliera che prenderà il posto del Maria Vittoria non può e non deve passare dal sacrificio di uno dei più grandi parchi della città, siamo stati l’unica forza politica a ribadirlo con forza in Consiglio Comunale e continueremo ad opporci in tutte le sedi.

Le “uscite incentivate” di Stellantis (e Lo Russo)

Nello scorso mese di settembre il Sindaco Lo Russo, con toni trionfalistici, relazionava in Consiglio Comunale in merito al protocollo siglato con Stellantis, che a suo dire rappresentava “un passaggio storico importante” e “una buona notizia per tutti noi, per la città e per il Piemonte”, oltre che elemento di “soddisfazione territoriale”.

Non avevo condiviso, all’epoca, l’ottimismo del Sindaco: in quella seduta chiesi infatti maggiori garanzie sui livelli occupazionali e sulle esternalizzazioni delle produzioni e un maggiore coinvolgimento dei sindacati nelle trattative.

È di ieri la notizia del nuovo accordo quadro siglato da Stellantis con i sindacati, che riguarderà fino a 2000 uscite incentivate. La riduzione del personale non è certamente un segnale incoraggiante, a maggior ragione se si guarda al futuro e alle prospettive aziendali che il gruppo intende sviluppare sul territorio italiano.

Mirafiori, nello specifico, sarà nuovamente lo stabilimento interessato dal maggior numero di uscite.

Ma il Sindaco, in tutto questo, dov’è? E se c’è, riesce davvero ad essere ancora così ottimista?

Europe for Peace

Più di 450 bambini uccisi, 30.000 morti civili, 100.000 tra i militari.

Eppure, ad un anno dall’inizio del conflitto in Ucraina, continuiamo a mandare armi alimentando questo orrore anziché pretendere un serio negoziato di pace.

Ieri sera alla fiaccolata a Torino, nell’ambito delle giornate di mobilitazione nazionale ed europea lanciate da Europe for Peace, c’eravamo anche noi.

Automotoretrò lascia Torino

L’approccio ai problemi della città di Lo Russo e dei suoi assessori, è questo: tenersi lontano dai problemi per non sporcarsi le mani tentando di risolverli, salvo poi andare alla ricerca di un capro espiatorio.

Se Automotoretrò – il secondo evento fieristico più importante della città – ha lasciato Torino, la responsabilità è anche di Lo Russo.

Le dichiarazioni dell’organizzatore non potevano essere più chiare.

Valditara dimettiti

La mancata condanna all’ignobile aggressione neofascista agli studenti di Firenze basterebbe, da sola, a qualificare l’inadeguatezza del ministro Valditara e, con lui, del governo tutto. Ma arrivare a minacciare una Preside di sanzioni significa rievocare quel clima di proibizioni e di divieti che ha caratterizzato il nostro Paese, e il mondo della scuola in particolare, durante il ventennio fascista. Un fatto imperdonabile e di una gravità inaudita.

Per questo, il MoVimento 5 Stelle Torino, per mia prima firma e con la volontà di sottolineare la ferma vicinanza alla dirigente del liceo scientifico Leonardo da Vinci di Firenze, Annalisa Savino, e a tutti gli studenti e le studentesse ha voluto depositare, questa mattina, un atto per condannare l’accaduto. Lo discuteremo già lunedì in Sala Rossa.

Dal Ministero dell’Istruzione passa il futuro del nostro Paese e la formazione delle nuove generazioni, quel luogo evidentemente non è adatto a chi non si riconosce nei valori antifascisti su cui poggia la nostra democrazia e la nostra Costituzione.

Quel luogo evidentemente non è adatto al ministro Valditara.

Che si vergogni e, soprattutto, si dimetta.