#SaveMasaferYatta, comunità palestinese

🇵🇸 Masafer Yatta è una comunità palestinese di circa 2.800 persone, distribuite in 12 villaggi agricoli a sud di Hebron, in Cisgiordania.

Come nel resto della Palestina occupata, da anni la comunità di Masafer Yatta subisce il tentativo di espulsione dalla propria terra per favorire l’insediamento dei coloni israeliani.

Nell’ambito dell’iniziativa #SaveMasaferYatta, promossa da Assopace Palestina, abbiamo accolto in Comune a Torino il loro Sindaco, Nidal Yunes, il preside e insegnante Aitham Abu Subha e il reporter Heid Azelin. Non sarebbero sufficienti poche parole per descrivere la testimonianza di violenze, ingiustizie e negazione dei diritti che abbiamo ascoltato.

Quanto avviene in quelle terre non può lasciarci indifferenti, serve tutta la nostra solidarietà e tutto il nostro supporto politico. Un supporto purtroppo non scontato visto che in tanti, ancora e inspiegabilmente, si girano dall’altra parte di fronte a questo orrore.

🇵🇸Vita, terra e libertà per il popolo palestinese.

 

L’assessore propone di cambiare i nomi di Via Tripoli, Piazza Massaua e Piazza Bengasi?

Lascia davvero perplessi la proposta dell’assessore Rosatelli di rivedere i nomi delle vie e delle piazze torinesi che rimandano al colonialismo, come Piazza Massaua, Piazza Bengasi o Via Tripoli.

La giunta Lo Russo dovrebbe occuparsi della riqualificazione urbana di questi luoghi, non di rinominarli a loro piacimento. La situazione di degrado e spaccio che ultimamente sta vivendo Piazza Bengasi merita un’attenzione decisamente diversa rispetto alla proposta di cambiarne il nome.

Spero che la “sinistra” di governo torinese abbandoni questa battaglia, inutile almeno quanto la loro proposta di rimozione dell’obbligo di indossare la cravatta in sala rossa, e inizi, magari a farsi carico di battaglie più utili ai torinesi, come la salvaguardia della Pellerina dalla cementificazione selvaggia che vuole il sindaco Lo Russo.

Giornata della memoria

Oggi ricorre la “XXVIII Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo di tutte le vittime innocenti delle mafie”, i cui nomi sono stati letti ieri sera, in Piazza Palazzo di Città, durante il presidio organizzato da Libera Piemonte.

Si parla di 1069 vittime delle mafie censite fra il 1860 e il 2022, tra cui 115 bambini.

È stato un momento emozionante, a cui hanno partecipato alcune centinaia di cittadini e molti rappresentanti delle istituzioni, per ricordarci che è necessario un impegno sempre più concreto da parte di tutti contro le mafie e la corruzione.

#21marzo

I parchi cittadini meritano maggiore attenzione e rispetto

I parchi cittadini meritano maggiore attenzione e rispetto da questa amministrazione!

Quali progettualità per il Parco Stura?

Residenti e frequentatori del Parco segnalano un preoccupante crescente degrado che potrebbe nuovamente compromettere la libera fruizione in sicurezza del Parco Stura.

Nel settembre 2022 è stata discussa una petizione di iniziativa popolare al Consiglio comunale durante un Diritto di Tribuna nel quale i proponenti e i residenti chiedevano un progetto di riqualificazione per valorizzare l’area ed interrompere l’attuale situazione di degrado ed incuria in cui versa il Parco Stura.

Venivano segnalate problematiche legate alla presenza di prostituzione, spaccio, tossicodipendenti, cani randagi, discariche e orti abusivi.

 

Salviamo il Parco della Pellerina

BANCHETTO INFORMATIVO PER SALVARE LA PELLERINA

Come credo tutti sappiate, l’amministrazione torinese e la Regione Piemonte vogliono realizzare il nuovo ospedale che prenderà il posto del Maria Vittoria e dell’Amedeo di Savoia all’interno del Parco della Pellerina.

È possibile devastare uno dei polmoni verdi della nostra città per realizzare una nuova struttura che potrebbe essere edificata da un’altra parte?

Le alternative ci sono e domani, tra le 10 e le 18, saremo al Parco della Pellerina per raccontarvi le ragioni per cui bisogna opporsi a questa scelta scellerata.

Assieme ai nostri portavoce comunali e nazionali vi racconteremo le ragioni per cui bisogna opporsi alla scelta del Comune e della Regione di sacrificare il parco della Pellerina per edificare un nuovo ospedale che potrebbe essere costruito da un’altra parte.

Vi aspettiamo!

Fuori i partiti da GTT!

Ho appreso che tra i componenti della nuova segreteria regionale del PD sarebbe presente Michele Paolino, nel ruolo di responsabile della comunicazione.

Ex capogruppo dem in Sala Rossa, bonacciniano come Lo Russo, Paolino è stato nominato dal Sindaco quale componente del consiglio di amministrazione di GTT, una delle più grandi partecipate della Città.

È normale che un componente del Cda di GTT ricopra un ruolo partitico all’interno della segreteria regionale del PD?

Di certo è inopportuno. Auspico un immediato passo indietro, con le dimissioni dal Cda di GTT. Sarebbe questo forse il primo segnale di serietà a cui questa Giunta non ci ha certamente abituati.

Lunedì depositeró un’interpellanza in Sala Rossa.

Salviamo la Pellerina

Ancora grazie alle cittadine e ai cittadini che ieri pomeriggio hanno partecipato ai lavori consiliari in Comune: eravate in tanti.

Siamo in tanti a dire: SALVIAMO LA PELLERINA!

Salviamo il parco più grande di Torino dalla più insensata e antistorica delle scelte che Lo Russo e Cirio potessero fare: quella di voler costruire lì il nuovo Ospedale di Torino nord. Le aree alternative ci sono e non ha alcun senso perdere tempo, e soldi pubblici, su un’ipotesi sbagliata in partenza.

E se fossero troppe tutte le criticità evidenziate ieri sul piano idrogeologico, acustico e viabilistico di quell’area, ci potremmo accontentare di ricordare i tristi primati che vedono Torino come la città con la peggiore qualità dell’aria e con il più alto consumo di suolo in Italia.

Viviamo in una città inquinata e insalubre e vogliamo costruire nei parchi?

Sembra uno scherzo. Non lo è. È una realtà a cui continueremo ad opporci con forza.

REFERENDUM LIBERI SUBITO – Eutanasia legale

È iniziata anche in Piemonte la raccolta firme per una proposta di Legge Regionale di Iniziativa Popolare per regolamentare i tempi e le modalità di accesso al suicidio medicalmente assistito.

Dopo lo stop al Referendum sull’eutanasia legale, si riparte con l’impegno attivo per affermare il nostro diritto ad essere liberi fino alla fine e, con questa proposta, #LiberiSubito senza i tempi di attesa infernali che troppi malati ancora subiscono per l’assenza di procedure normate.

Io ho già firmato e trascorso, oggi, un bellissimo pomeriggio con le amiche e gli amici della cellula piemontese dell’Associazione Luca Coscioni.

Serviranno almeno 8000 sottoscrizioni nella nostra Regione quindi passate parola, firmate e visitate il sito per restare aggiornati su banchetti ed eventi (per info clicca qui).

Cattivi odori a Barriera di Lanzo

In Barriera Lanzo, cittadini e comitati di zona lamentano da anni di rilevare odori

sgradevoli, presumibilmente causati dalla lavorazione di conglomerati bituminosi da una ditta la cui sede è nel Parco Fluviale in Strada del Bramafame.

Sono stati parecchi finora i tentativi di intervenire nei confronti dell’azienda per verificare se questi odori oltre ad essere sgradevoli e rendere invivibile il quartiere siano anche tossici o pericolosi.

Gli impianti per la produzione di conglomerati bituminosi hanno un forte impatto sul territorio e sulla popolazione. L’impatto più significativo è senza dubbio rappresentato dall’emissione nell’aria di fumi derivanti dai processi di combustione dei bruciatori, dalla lavorazione degli inerti, dal riscaldamento del bitume e dai mezzi per la movimentazione e il trasporto. Il bitume in sé non è considerato cancerogeno per l’uomo dall’Agenzia Internazionale per la Lotta del Cancro (IARC),

ma gli estratti del bitume, il bitume raffinato all’aria e le miscele sono possibili cancerogeni. Oltre ad essere impattante per l’ambiente essendo collocata nel Parco Fluviale e a ridosso delle abitazioni.

L’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale del Piemonte, a seguito delle ripetute segnalazioni, ha effettuato diversi monitoraggi di cui non sono ancora noti i risultati e che sia gli Uffici Ambiente della Città sia il Comando di Polizia Locale, sono stati più volte sensibilizzati sul tema.

Si torna a parlare di Piazza Baldissera

Nei giorni scorsi è stato presentato un nuovo progetto per la modifica della viabilità del nodo di piazza Baldissera che prevede l’eliminazione della rotonda e la realizzazione di intersezioni semaforizzate.

Dalle prime informazioni circolanti sul web questo progetto ricorda quello presentato il 27 gennaio 2021 dall’allora assessora ai Trasporti Maria Lapietra nelle commissioni Mobilità, Servizi Pubblici locali e Ambiente.

Nello specifico i tecnici comunali e gli esperti del Politecnico di Torino avevano presentato le simulazioni per la nuova sistemazione viaria della zona, prevedevano la semaforizzazione con precedenza tranviaria e la rimodulazione della rotonda.

Un grande incrocio a più corsie con almeno sette semafori (con priorità al trasporto pubblico) e il transito in centro del tram della linea 10.

Tra gli interventi necessari vi era la modifica delle corsie, un nuovo collegamento in uscita da corso Mortara verso via Giachino, l’accesso e uscita di corso Mortara verso la piazza, la svolta da via Cecchi non più consentita per concentrare il flusso su corso Vigevano e lo spostamento delle fermate dei mezzi pubblici.

Il progetto non riscosse apprezzamenti dalle minoranze in quanto favorevoli alla realizzazione del sottopasso veicolare tra corso Vigevano e corso Mortara

𝗠𝗮 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗻𝗮𝘀𝗰𝗲 𝗶𝗹 𝗻𝗼𝗱𝗼 𝗕𝗮𝗹𝗱𝗶𝘀𝘀𝗲𝗿𝗮?

Nel 2007, sindaco Chiamparino, si decise di far passare le canne ferroviarie sotto il fiume Dora, il manufatto interrato realizzato sotto piazza Baldissera assunse una struttura su più piani:

– al piano più basso due gallerie ferroviarie parallele ciascuna con doppio binario (in una galleria transita l’Alta Velocità, nell’altra i convogli SFM);

– al piano sopra, uno scatolone vuoto costituisce la “predisposizione” per la possibile futura realizzazione, sotto la rotonda, di un sottopasso stradale Mortara-Vigevano, in direzione est-ovest;

– di fianco a questo scatolone, tangente alla rotonda, è presente la galleria della Torino-Ceres.

A settembre 2012 , sindaco Fassino, si decide che il primo varco, a riaprire i collegamenti est-ovest, sia in corrispondenza di piazza Baldissera.

Nasce così la rotonda, inizialmente con poche immissioni stradali. Negli anni successivi viene montato il nuovo ponte sulla Dora, che consente di aprire il Viale della Spina verso piazza Statuto, mentre a nord viene demolito l’ex cavalcaferrovia di via Stradella. Per passaggi successivi si giunge così all’assetto attuale, che vede convergere sulla rotonda 6 direttrici di traffico: corso Principe Oddone, corso Mortara, via Stradella, corso Venezia, corso Vigevano e via Cecchi.

𝗢𝗴𝗴𝗶

Il 23 marzo ci sarà presentato in commissione il nuovo progetto targato Lo Russo che soppianta definitivamente la realizzazione del tunnel considerato troppo oneroso.

Nell’attesa di sapere con precisione dai tecnici e dalla Giunta la nuova predisposizione di piazza Baldissera con le relative soluzioni previste per l’attraversamento in sicurezza, in modo veloce e semplice da parte di tutti gli utenti della strada compresi ciclisti e pedoni, vi lascio il link in cui viene descritto lo studio che il Politecnico di Torino presentò nel 2021.

Sarà nostra cura chiedere le motivazioni per la quale il progetto presentato dalla Giunta Appendino venne aspramente criticato e in seguito “cestinato” per far spazio ad un progetto simile.

Cosa non li convinceva? Quali criticità avevano rilevato?