Di nuovo in piazza per la pace

A un anno dall’inizio del conflitto in Ucraina, come Movimento 5 Stelle abbiamo deciso di partecipare alle manifestazioni per la pace organizzate per le giornate del 24, 25 e 26 febbraio su tutto il territorio nazionale dalla Rete Pace e Disarmo.

Stasera, assieme a Chiara Appendino, ai consiglieri e agli attivisti del MoVimento 5 Stelle Torino, ho preso parte alla fiaccolata che dal Sermig, lo storico Arsenale della Pace, è arrivata fino a Palazzo di Città.

Ganelli alla Fondazione CRT?

Si fanno sempre più insistenti le voci secondo cui Lo Russo si starebbe adoperando per fare ottenere al notaio Ganelli una poltrona molto prestigiosa, la presidenza della Fondazione CRT. L’ultima conferma, questa mattina, su La Stampa.

Per chi non lo sapesse, il notaio Ganelli è stato uno dei maggiori supporter di Lo Russo, anche durante la corsa a sindaco del 2021 nella quale lo sostenne pubblicamente e ne finanziò la campagna elettorale. A titolo di esempio La Galfer 73 Srl, società di sua moglie che gestisce l’immobile nel quale ha sede lo studio del marito, finanziò la Lista “Lo Russo Sindaco” per migliaia di euro.

Lo scorso anno salì alla ribalta delle cronache per un giro di email nel quale si interessava, non si comprese a che titolo, delle nomine Iren. In quel caso Lo Russo dichiarò di non saperne nulla e che il notaio agisse per conto proprio.

Oggi mi chiedo, considerato che stiamo parlando di un ruolo chiave nel mondo delle fondazioni bancarie dove occorrerebbe una figura di garanzia e super partes, se sia o meno opportuno che Lo Russo sostenga la candidatura di un suo sostenitore politico e finanziatore.

A qualcuno potrebbe sorgere il dubbio che le due cose possano essere collegate. Nulla di illegale, sia chiaro. Una semplice questione di opportunità. E per me non ci sono dubbi su cosa sarebbe più opportuno. Per fugare ogni dubbio, credo che Lo Russo e il notaio dovrebbero fare un passo indietro.

Salta il Festival della Fotografia

A un anno e mezzo dal ritorno del Pd in Comune, i risultati non tardano ad arrivare. Il mondo della Cultura nel caos più totale. Eventi storici come automotoretrò che se ne vanno, altri, come questo, che saltano e poi il disastro sul Salone del Libro. Difficile far peggio, cari Lo Russo, Purchia, Carretta.

Sul mancato festival della fotografia assieme alla collega Dorotea Castiglione abbiamo appena depositato un’interpellanza.

Lo Russo e Tresso vivono su un altro pianeta

In campagna elettorale il Sindaco Lo Russo aveva promesso di risolvere il problema delle anagrafi, garantendo entro sei mesi dalle elezioni il rilascio delle carte di identità nel tempo massimo di una settimana.

È passato quasi un anno e mezzo dall’inizio del mandato e, nonostante le risorse straordinarie di cui il Sindaco ha potuto beneficiare tassando e multando i torinesi come mai avvenuto prima, la situazione delle anagrafi è addirittura peggiorata, e ora è diventata un’odissea anche la produzione degli altri certificati.

Promessa non mantenuta? Dipende

Se consideriamo un anno sulla Terra evidentemente sì. Se però prendiamo come riferimento il pianeta Giove, dove un anno dura 4329 giorni terrestri e un mese è lungo 360 giorni (quasi quanto un anno sulla Terra), possiamo dire che mancano ancora quattro anni e mezzo per arrivare ai sei mesi su Giove e dunque la Giunta è assolutamente nei tempi che si era prefissata.

Cari Torinesi, non lamentatevi dei disservizi, probabilmente vi trovate solo sul pianeta sbagliato.

Nuova nomina, nuovo politico riciclato.

È il caso di Gavino Olmeo, appena nominato consigliere della Fondazione Cavour da Lo Russo. Dal CV presente sul sito del Comune, insegna Religione al Galfer ed è stato politico Ex Margherita, ex Pd, ex Moderati, ex consigliere, ex assessore.

Ormai è noto, le nomine a Torino funzionano così: devi fare parte dei “soliti noti” della politica per avere qualche chances.

Secondo Lo Russo, Olmeo “Possiede i requisiti di professionalità e competenza necessari, come evidenziato dal CV”.

Sono andato a leggerlo… è riportato come seconda immagine. Nella terza e nella quarta, invece, potete leggere le professionalità e le competenze degli altri candidati allo stesso ruolo che non sono stati selezionati.

Meritocrazia, portami via.

 

Ancora esche avvelenate

Continuano ad essere segnalati ritrovamenti di esche avvelenate quali polpette contenenti veleno e/o oggetti atti ad offendere in maniera grave in caso di ingerimento in parchi, aree pubbliche e aree di sgambamento.

La presenza di veleni o sostanze tossiche abbandonati nell’ambiente rappresenta un serio rischio, oltre che per gli animali di affezione, anche per la popolazione umana, in particolare per i bambini, ed è anche causa di contaminazione ambientale e di danni al patrimonio faunistico, ivi comprese le specie in via d’estinzione.

Nel corso dell’ultimo triennio l’ASL ha dichiarato se si sono verificati nove casi di animali morti con sospetto avvelenamento.

Il Salone del Libro e l’incapacità politica di Cirio e Lo Russo

Tanto è stato detto in questi giorni sullo stallo relativo alla nomina del nuovo direttore del Salone del Libro, figlio dell’incapacità della politica, rappresentata in questo caso dal Sindaco Stefano Lo Russo e dal Presidente della Regione Alberto Cirio, di trovare una soluzione condivisa in una questione di fondamentale importanza per la nostra Città e per la nostra Regione.

L’ultima soluzione prospettata, quella di una co-direzione, palesava in maniera evidente questa incapacità, proponendo una governance sin da subito indebolita da logiche di partito, che di certo non poteva rappresentare una scelta strategica per uno degli eventi simbolo della nostra Città.

Le dichiarazioni di Paolo Giordano, che si è appena tirato indietro dalla corsa per la direzione del Salone, delineano una situazione di una gravità inaudita.

Alla base del sui ritiro infatti ci sarebbe stata l’imposizione di presenze dell’area di destra nel comitato editoriale del Salone e in generale la mancanza di una piena libertà ed indipendenza nella gestione.

Sono dichiarazioni molto preoccupanti, sintomo della precisa volontà politica di mettere le mani sull’autonomia della cultura, tra l’altro senza neanche garantirne il pluralismo.

Lunedì chiederò comunicazioni urgenti in Sala Rossa. La Città di Torino ha una responsabilità enorme in tutto ciò.

Imbarco Perosino – l’ipocrisia di LoRusso, Foglietta e Carretta

Tre anni fa, quello che avrebbe dovuto essere considerato un semplice percorso di legalità e giustizia anche e soprattutto nei confronti dei concessionari in regola con i pagamenti, venne utilizzato invece contro l’amministrazione Appendino e cavalcato da Lo Russo, Foglietta e Carretta, anche in campagna elettorale.

Con lo sgombero eseguito oggi, emerge tutta l’ipocrisia di questi soggetti. E si conferma che l’amministrazione 5 stelle ha agito correttamente.

 

 

il Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima

Il Consiglio Comunale di Torino ha appena approvato il Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima che, attraverso la definizione di una serie di impegni e di azioni concrete, si pone come obiettivo la riduzione delle emissioni di CO2.

Il Piano recepisce tutte le azioni previste dal Piano di Resilienza Climatica, approvato nel 2020, e dal Piano Strategico dell’Infrastruttura verde, approvato nel 2021.

Tra queste, il rafforzamento dei corridoi ecologici che si sviluppano lungo gli assi dei principali corsi d’acqua torinesi, tra cui il Parco della Pellerina, di fatto disponendo l’inedificabilità su tali aree verdi.

Abbiamo ovviamente votato a favore, ma non possiamo fare a meno di notare che tra le aree proposte dalla Città di Torino per la realizzazione del nuovo ospedale che prenderà il posto del Maria Vittoria c’è proprio l’area della Pellerina, quella in cui attualmente trova casa il Luna Park.

Nel mese di gennaio è arrivato in Consiglio Comunale un nostro atto con cui chiedevamo con forza di non utilizzare gli spazi del Parco per costruire il nuovo ospedale, prendendo in considerazione le aree che attualmente sono dismesse. Siamo stati l’unica forza politica a votare a favore.

Ora, a distanza di un mese, la maggioranza composta da PD, Sinistra Ecologista, Moderati e Liste Civiche decide di approvare un atto che prevede, nuovamente, l’impossibilità di realizzare un ospedale nel Parco della Pellerina.

O non hanno letto ciò che hanno votato, e se lo hanno letto non lo hanno capito, o qualcosa mi dice che anche questo nuovo Piano approvato dal consiglio comunale per la maggioranza vale meno della carta igienica.

Il Salone del Libro vittima della cattiva politica.

La responsabilità dello stallo alla messicana sulla nomina del nuovo direttore del Salone ha due nomi e due cognomi molto chiari: Stefano Lo Russo e Alberto Cirio.

La loro incapacità di portare a una sintesi gli esponenti dei loro partiti, la loro incapacità di fare buona politica, la loro incapacità di andare oltre alla tanto sbandierata “concordia istituzionale” (concordia soprattutto da Selfie, aggiungo io), sta emergendo chiara e palese in una questione di fondamentale importanza per la città e per la Regione.

In tutti questi mesi, non solo non sono stati in grado di convincere il miglior direttore di sempre – Nicola Lagioia – a restare, non sono nemmeno riusciti a trovare un degno successore, avviando un iter per la selezione che si sta rivelando un fallimento, oltre che una gran perdita di tempo.

Ora, il rischio che il Salone vada a Milano, forse non c’è più anche se Lo Russo, è sempre bene ricordarlo, fece parte di quella giunta che riuscì a farlo andare via, incanalando fino al 2016 una serie di disastri uno dopo l’altro.

Furono Appendino e, mi sembra giusto ricordarlo, Chiamparino che nel 2017 e nel 2018 con la loro tenacia salvarono e rilanciarono il Salone di Torino, portando al fallimento di quello di Milano.

E fu loro la scelta di Nicola La Gioia, tassello fondamentale per la creazione di quella squadra vincente.

Si sedettero a un tavolo , pensarono a ciò che ritenevano il meglio per il Salone, e presero una decisione. Vincente.

Oggi Lo Russo e Cirio stanno distruggendo tutto ciò che si è faticosamente costruito, come fossero Blanco che prende a calci le rose dell’Ariston.

Vi prego, trovate una soluzione, non dico migliore di Lagioia, ma almeno decente e in tempi ragionevoli.

Altrimenti, se non sarà più Milano, sarà Bologna, Firenze, Roma, o Parma, come è appena accaduto per Automotoretrò.