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Ancora gravi disservizi dell’anagrafe di Torino.

Oggi, su Specchio dei Tempi, l’ennesima lettera di un semplice cittadino ottantenne che lamenta i gravi disservizi dell’anagrafe di Torino.

Lo Russo in campagna elettorale promise di risolvere tutti i problemi in 6 mesi. Di mesi ne sono passati 20 e la situazione è oggettivamente peggiorata. Se prima i tempi di attesa erano certamente lunghi, ma almeno era sempre possibile prenotare un appuntamento, adesso è ormai diventato praticamente impossibile prenotare. Non solo una promessa elettorale completamente disattesa (come tante altre) ma anche l’oggettiva incapacità dell’assessore Tresso di mettere in campo soluzioni strutturali.

C’è una grossa differenza, però, rispetto al passato. Se prima la politica e i giornali addossavano ogni colpa all’assessora Pisano, dei disservizi odierni, non si imputa alcuna responsabilità all’assessore Tresso. “Risolveremo”, “faremo”, “miglioreremo”, anche se è lì da quasi due anni. Siamo in Italia e per le donne, in politica, funziona così. Se c’è qualcosa che non funziona, la colpa è tua. Se sei uomo, basta un semplice “stiamo cercando di risolvere”.

LA SANITÀ PUBBLICA NON È IN SVENDITA

Oggi siamo scesi in piazza per manifestare in difesa della sanità pubblica, aderendo alla Marcia della Salute organizzata dal Comitato per il Diritto alla Tutela della Salute e alle Cure.

Il diritto alla sanità è messo a rischio da politiche scellerate che stanno portando al declino il sistema sanitario piemontese, a partire dalla deriva delle privatizzazioni voluta dalla Giunta Cirio.

Le lunghe liste d’attesa sono un problema costante, i pronto soccorso scoppiano ai primi casi di influenza, i professionisti scarseggiano e i nostri ospedali sono lasciati in mano alle cooperative di medici gettonisti, con costi esorbitanti per le Aziende sanitarie.

Un’altra sanità è possibile, ma dobbiamo rendercene conto prima che sia troppo tardi. Ne va del futuro del Piemonte e dei Piemontesi.

Caro Direttore del Corriere-Torino…

Caro Direttore, l’articolo apparso oggi sul Corriere della Sera, a firma Davide Ferrario, rende necessarie alcune considerazioni politiche.

Il tema è Il Club Scherma di Villa Glicini, oggetto di più dispute giudiziarie col Comune di Torino, iniziate durante l’amministrazione M5S e che si concluderanno con un inevitabile sfratto che avrà luogo nei prossimi giorni.

L’autore dell’articolo scrive che “il conflitto peggiore è quello che ha visto di fronte il Club e il Comune durante l’amministrazione M5S”.

No, direttore. Il conflitto peggiore che ha avuto il Club non è politico, nè è causato dai “personalismi”, ma è quello con la legge dello Stato.

Conflitto dal quale il Club è uscito perdente e ora deve andarsene.

Sarebbe bene che almeno su prestigiose testate come quella che Lei ha l’onore di dirigere, si facesse l’opportuna distinzione fra disputa politica e rispetto della legge.

Un’ultima doverosa precisazione, omessa da Ferrario: la querela dell’ex Presidente Vecchione contro l’ex assessore Finardi, ha concluso il proprio iter. In che modo? Archiviata, in quanto infondata.

NO ALLA GUERRA!

Sabato mattina 27 maggio saremo in piazza Madama Cristina angolo via Galliari per raccogliere firme per il referendum contro invio armi dalle 9:30 alle 11:30. Banchetto semplice senza gazebo né simboli, solo questo volantino.

 

Potrebbe essere un'immagine raffigurante 2 persone, poster e il seguente testo "NO ALLA GUERRA Firma anche tu contro la GUERRA FERMA LA GUERRA CUMIATO LIBERI ੴ CITAN ONTRO CONTRO L'INVIO DI ARMI VIENI A FIRMARE PER DUE QUESITI REFERENDARI CONTRO F L'INVIO DI ARMI. DAI VOCE AI TUOI DIRITTI SPETTA A NOI CITTADINI DECIDERE (ART.75 COSTITUZIONE ITALIANA)"

Il Sindaco si degnerà di rispondere sull’indagine REAR?

Ricordate le domande relative al caso REAR a cui Lo Russo non rispose, rifiutandosi di venire a riferire in Consiglio Comunale? Bene, oggi sono state depositate come interpellanza.

Vediamo se si degnerà di rispondere o se continuerà a scappare.

Il Salone del Libro è e deve restare indipendente dalla politica

Il Salone del Libro è e deve restare indipendente dalla politica, che evidentemente non vede l’ora di metterci sopra le mani.

Il nuovo ospedale su area alluvionabile?

La forza delle immagini che in questi giorni arrivano dall’Emilia Romagna riesce a rendere solo in minima parte l’entità della tragedia.

Vorrei manifestare la mia personale vicinanza alla popolazione di quei territori che è stata violentemente colpita dal maltempo, con gravi perdite umane oltre che con disastrosi impatti su tutto il territorio.

Sono però questi i momenti in cui è indispensabile aprire una profonda riflessione sui cambiamenti climatici, intervenendo con azioni di pianificazione che valutino i rischi di alluvione e dissesto idrogeologico, con l’obiettivo di prevenire la ripetizione di disastri simili.

E’ ora di smetterla di consumare suolo e soprattutto di costruire nelle vicinanze di zone che sono a rischio esondazione.

Nella nostra Città, ad esempio, da qualche mese si sta dibattendo sulla costruzione del nuovo ospedale che prenderà il posto del Maria Vittoria proprio in una zona a rischio esondazione all’interno del Parco della Pellerina.

Consultando, infatti, la cartografia ufficiale della Regione Piemonte sul rischio alluvionale si nota che l’area indicata da Comune di Torino e Regione Piemonte per costruire il “nuovo Ospedale Maria Vittoria” è considerata in senso geologico come “a rischio medio” di alluvione, ed è adiacente a una porzione (quella in cui dovrebbero sottrarre ulteriore suolo al parco per ricavare le opere accessorie, come parcheggi, vie d’accesso, ecc.) contrassegnata per “rischio elevato” di alluvione.

Per prevenire il ripetersi di disastri come quello che ha colpito l’Emilia Romagna, continuo a chiedermi se sia opportuno che Comune di Torino e Regione Piemonte autorizzino la costruzione di un nuovo ospedale all’interno del Parco della Pellerina di Torino.

Considerando che il futuro vedrà una sempre maggiore frequenza di eventi meteorologici estremi, chiediamo al Sindaco se la scelta di collocare lì il nuovo ospedale non debba essere rimessa in discussione.

E’ assolutamente inutile dopo tragedie come questa essere solidali con le popolazioni coinvolte ma non fare nulla per evitare che possano ripetersi.

Se il Sindaco continuerà per la sua strada, valuteró tutte le strade percorribili per bloccare questo scempio.

Vergognoso!

Trovo vergognoso che nemmeno oggi, giorno in cui inaugura il Salone del Libro, la stazione Metro Porta Nuova sia in grado di offrire ai Torinesi e ai numerosi turisti un servizio decente.

La situazione è questa: esternamente non funziona neanche una delle 4 scale mobili presenti, ed è in funzione soltanto uno dei due ascensori. Internamente la situazione migliora un po’, però entrambi gli ascensori hanno un fortissimo e acre odore di urina, che li rende praticamente inaccessibili. In pratica restano usufruibili soltanto le due scale mobili interne, ma se un turista, magari con problemi di deambulazione, avesse la malaugurata idea di voler fare un giro in centro Città dopo aver trascorso la mattinata al Salone dovrebbe fare un giro inspiegabile, entrando all’interno della stazione per poi uscire e attraversare Corso Vittorio, ovviamente pagando un nuovo ingresso in metropolitana.

È questo il biglietto da visita che la Città vuole lasciare a chi viene a visitarla, magari per la prima volta?

Allucinante.

Cos’è rimasto di Eurovision?

Questa notte si è conclusa l’ultima edizione di Eurovision che ha visto trionfare la Svezia. A Torino, un anno fa, vinse l’Ucraina ma venne celebrato soprattutto l’ Eurovillage, una serie di concerti gratuiti al Valentino.

Cosa è rimasto di quell’eredità che Lo Russo si ritrovò dalla precedente amministrazione?

A un anno di distanza, al di là di un prato in piazza d’Armi non ancora restituito ai cittadini, lo possiamo dire: assolutamente nulla.

L’amministrazione Lo Russo, purtroppo, non ha saputo mettere a frutto quell’eredità.

Il sindaco, fra un selfie con Cirio e una foto con la chitarra , dichiarò: “Torino resti capitale della musica”.

Parole al vento.

Un vero peccato per Torino.

Sindaco, cos’ha da nascondere?

In questo anno e mezzo di amministrazione Lo Russo, segnato soprattutto dall’aumento di tutte le tasse per i torinesi e di tagli di nastri di progetti avviati dalla giunta Appendino (ultimo la fabbrica Cartier) e di Eventi che ha ereditato (da Eurovision alle Finals), non ho mai mancato di aggiornarvi sull’incoerenza e l’insopportabile arroganza del sindaco.

In questo caso, però, siamo ben oltre. Il doppiopesismo di Lo Russo sulle comunicazioni in aula richieste (ed ottenute) quando era capogruppo di opposizione e non concesse, da sindaco, sul caso Rear e sul suo assessore Carretta deve avere una motivazione razionale. O il sindaco è in stato confusionale oppure ha qualcosa da nascondere?

Di cosa ha paura?

Che cosa c’è di così indicibile, tale da non volersi presentare davanti al Consiglio Comunale e, quindi, ai torinesi, per fare chiarezza e trasparenza?

Perchè gli risulta così difficile esporsi a tutela dell’Ente che rappresenta?

Lunedì in Aula avrò 1 minuto (che incredibile concessione!) gli porrò questo e tutti gli altri interrogativi irrisolti.