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TRANSIZIONE ENERGETICA: LE LOSE DI VIA PO SI TRAMUTERANNO IN SOSTENIBILE ASFALTO?

Dagli organi di stampa si apprende che l’intervento in via Po porterà l’eliminazione nella parte centrale dei masselli in pietra, l’introduzione del materassino antivibrante e una finitura superficiale simile a via Cernaia.

L’ammaloramento del manto stradale è da imputare principalmente al passaggio dei mezzi su gomma, mentre i costi di un suo ripristino vengono attinti dal capitolo delle manutenzioni tranviarie pur non essendo il tram responsabile in quanto al massimo consuma le rotaie, che sono state

sostituite l’ultima volta nella prima metà degli anni 80, quindi circa dopo quarant’anni di onorato servizio.

L’utilizzo di mezzi su gomma è da deprecare laddove esistano infrastrutture tranviarie che possano assolvere in maniera nettamente più efficiente al compito di assicurare la mobilità dei cittadini (esemplare è l’impianto di via Accademia angolo via Rossini in cui non passa nessun tram ma ben quattro linee automobilistiche).

Corrisponde al vero che saranno eliminati i masselli in pietra nella parte centrale dei binari?

È stata interpellata la Soprintendenza e quale parere è stato espresso?

Questa giunta intende avviare, nel piano di ammodernamento della rete di trasporto pubblico della città, una riflessione volta a ridurre al minimo, laddove possibile, l’uso di bus su vie lastricate, in particolar modo tentando di eliminare gli autosnodati al fine di rendere il centro città percorso principalmente da tram che non usurano il manto stradale e le rotaie su cui scorrono le vetture

sono maggiormente durevoli rispetto all’asfalto?

Interpellanza depositata, aspettiamo le risposte…

 

Non nel Parco della Pellerina

Sabato mattina di banchetti del MoVimento 5 Stelle Torino in tutta la città. Tante firme raccolte per chiedere che il nuovo ospedale di Torino nord venga costruito in una delle tante aree industriali dismesse e già antropizzate e non nel Parco della Pellerina.

Grazie a chi ha firmato oggi la nostra petizione e a chi lo farà nelle prossime settimane. Non molliamo: salviamo il nostro parco!

Qui con Chiara Appendino e gli attivisti della Circ7.

DISABILITY PRIDE SENZA RAMPA DISABILI?

MA DAVVERO LA CITTA’ HA CONCESSO AL DISABILITY PRIDE UN PALCO CON PROBLEMI DI ACCESSIBILITA’ SENZA CONTRIBUIRE ALLA SPESA PER L’AFFITTO DI UNA RAMPA DI ACCESSO?

La Giunta Lo Russo ne ha combinata un’altra.

Oggi si è svolto per la prima volta a Torino il Disability Pride, un evento che si pone l’obiettivo di sensibilizzare le persone sul tema della disabilità e celebrare l’orgoglio di essere come si è, contro ogni forma di abilismo, discriminazione e pietismo

Oltre a patrocinare l’evento, la Città ha concesso gratuitamente il palco allestito in Piazza Castello, che però non risulta accessibile alle persone con disabilità e necessita di una rampa.

Vista la grave carenza, già di per sé surreale nel contesto di un evento in cui la disabilità è il tema centrale, e viste le polemiche degli scorsi giorni sulla scarsa sensibilità della Regione nel non concedere il patrocinio all’evento, il minimo sindacale da parte della Città di Torino sarebbe stato contribuire al costo di affitto della rampa di accesso al palco per le persone con disabilità.

Invece pare che questa spesa sia stata interamente sostenuta dall’organizzazione del Disability Pride, che tra l’altro sta portando avanti una campagna di crowdfunding con cui coprire parte dei costi dell’evento.

Ho presentato un’interrogazione all’assessore Rosatelli, che ultimamente appare sempre più in difficoltà, e lunedì, in sede discussione del bilancio in consiglio comunale, proporrò un emendamento per integrare il capitolo di bilancio relativo alla disabilità, in modo da poter dotare la Città di un palco completamente accessibile.

Di certo però la Città di Torino, da sempre sensibile ai temi della disabilità e dell’accessibilità, non può e non deve permettersi queste gaffes.

Clochard, l’ipocrisia della Giunta Lo Russo

L’attuale giunta ha già dato prova della sua arroganza e della propria incoerenza in molteplici casi. Ma eccone un altro.

Ieri sera, ho appreso leggendo CronacaQui, è stato fatto uso della forza al dormitorio di Via Traves, che accoglieva diversi clochard. Sono stati cacciati “perchè era prevista la chiusura”.

Due anni prima, per un’operazione di routine in Via Viotti, (ripetuta, peraltro, anche dall’attuale giunta), si scatenò il putiferio contro di noi. Carretta: Pietà l’è morta! Lo Russo: gesto umiliante!

Ipocriti.

 

CENSORED!

Ieri l’assessore Rosatelli, in quota Sinistra Ecologista, ha presentato in commissione la proposta di istituire la “consulta per la diffusione e l’esposizione dei messaggi pubblicitari in materia di comunicazione sociale”, un organo che dovrebbe essere composto da cinque persone, tre indicate dalla maggioranza e due dalle minoranze, a cui si possono rivolgere gli uffici comunali dei tributi per avere un parere sull’affissione di un manifesto.

È una proposta che mi trova assolutamente contrario.

Una consulta con una forte connotazione politica che debba dare un parere su questioni etiche o morali e che prenda decisioni a maggioranza semplice, invece che a maggioranza allargata, è a tutti gli effetti una “consulta della censura”, e mi colpisce che la proposta venga proprio dalla parte più a sinistra della maggioranza, che almeno sulla carta dovrebbe avere posizioni più liberali.

Quando le campagne di advocacy sono oggettivamente contra legem esiste già un organo preposto che le blocca in partenza, ma in tutti gli altri casi le questioni rientrano nel campo della sensibilità personale, per di più all’interno di una consulta nominata dalla politica, e tutto ciò è decisamente molto preoccupante, oltre che un attacco alla libertà di pensiero.

Tra l’altro il primo obiettivo raggiunto è stato quello di censurare la discussione sull’aumento delle tasse del 4,3% per i Torinesi, che si sarebbe dovuta svolgere questa mattina e da cui invece l’attenzione è stata distolta.

Quando si è convinti delle proprie idee non si dovrebbe temere la libertà di espressione.

Invece fino a ieri eravate tutti Charlie Hebdo, mentre oggi siete tutti censori.

Salviamo la Linea 8

A pochi giorni dalla presentazione del progetto NTT, Nuovo Trasporto Torino, parte la mobilitazione per evitare lo spostamento del capolinea della Linea 8 da San Mauro (piazza Mochino) a Torino in piazza Sofia.

I residenti e gli utilizzatori della linea 8 lamentano la mancanza di confronto con i territori.

La linea 8 oggi collega direttamente la zona ospedali di Torino con la Città di San Mauro e rappresenta un asse di spostamento particolarmente importante.

L’arretramento del capolinea in piazza Sofia non fa altro che rendere meno fruibile e agevole l’utilizzo del mezzo pubblico agli abitanti nel quartiere Barca e Bertolla e ai residenti della prima cintura Nord.

Pedoni investiti? …la Circ.2 cancella le strisce pedonali.

La soluzione è la cancellazione delle strisce pedonali?

La Città ha l’obbligo di progettare e realizzare iniziative volte alla messa in sicurezza degli attraversamenti pedonali e non limitarsi ad una cancellazione.

Banalmente la rimozione degli attraversamenti non cancella il problema, lo sposta soltanto.

Gli ultimi dati parlano di un costante aumento di incidenti in cui sono vittime i cittadini che attraversano sulle strisce pedonali.

Il nuovo codice della strada (legge n. 156/2021) prevede che gli automobilisti avvicinandosi alle strisce pedonali hanno sempre l’obbligo di rallentare o dare la precedenza ad un pedone sia che si trovi già sulla strada o sia nelle sue vicinanze ed in procinto di attraversare.

Facciamo rispettare questo “nuovo codice della strada” e cerchiamo di rendere più sicure le nostre strade.

Il Festival della Fotografia slitta di un anno

E che Festival della Fotografia sia! Anzi no.

La prima edizione era stata fissata nella primavera del 2023 con cadenza annuale mentre invece slitta tutto al 2024.

Il Piano per il trasporto pubblico Lo Russo e Foglietta è un copia-incolla.

Il Piano per il trasporto pubblico 23-27 presentato da Lo Russo e Foglietta si basa in larga parte sugli investimenti relativi al prolungamento della M1 fino a Cascine Vica i cui lavori furono avviati da Appendino nel 2019 e sui 70 nuovi tram Hitachi, acquistati, indovinate un po’ da chi? Appendino. Anche la linea 12, per la quale non sono nemmeno stati reperiti i fondi, è un progetto targato M5S, così come l’anello Toselli, linea 3.

Un piano nel complesso poco coraggioso, di certo non originale, con pochissime novità e tante promesse. Noi, ovviamente, vigileremo perchè almeno quanto avviato dalla nostra amministrazione arrivi a compimento in tempi ragionevoli.

Quale futuro per Mirafiori?

Ieri Stellantis ha annunciato di aver avviato la ricerca per 200 risorse da destinare al nuovo “Hub per l’economia circolare” che sorgerà a Mirafiori. Si tratta, però, di 200 risorse interne al gruppo e che potrebbero arrivare da altri stabilimenti, non di nuove assunzioni. Non certo una notizia positiva dopo la doccia fredda di pochi giorni prima quando il gruppo ha annunciato l’importazione di manodopera slovacca a Torino per la 500E.

E se già lascia preoccupati il ruolo di Mirafiori all’interno del gruppo Stellantis, stabilimento destinato a diventare, in sostanza, un gigantesco sfasciacarrozze (nome meno accattivante ma forse più calzante per l’Hub per l’economia circolare), destano ancora più preoccupazione le dichiarazioni, giubilanti, di Lo Russo e Cirio, completamente disinteressati alle nuove assunzioni e alla salvaguardia della produzione della 500E.

In Francia Stellantis ha appena assunto 1200 persone, mentre da noi si sono solo viste uscite incentivate. Tanti pessimi segnali che richiederebbero l’immediato interessamento del Comune, della Regione e del Governo. Invece, per ora, stanno tutti a guardare ed applaudire per non disturbare il grande manovratore.