Consigliera Comunale
Nata a Torino nel 1986.
Laurea in scienze del governo e dell’amministrazione.
Già consigliera e Capogruppo durante la legislatura 2016-2021 ha seguito in particolare i lavori delle Commissioni Urbanistica e Trasporti, Commercio e Lavoro, Diritti e Pari Opportunità e Servizi Pubblici Locali.
Segue attualmente i lavori delle commissioni:
- Comm.2 – Urbanistica, Edilizia Privata, Viabilità e Trasporti, Arredo Urbano, Lavori Pubblici, Edilizia Pubblica, Servizi Tecnologici
- Comm.3 – Lavoro, Commercio e Artigianato, Formazione Professionale
- Comm.4 – Sanità e Servizi Sociali
- Comm.6 – Ecologia e Ambiente, Verde Pubblico
- Comm. Diritti e pari opportunità – Compiti di esame, proposta e controllo in materia di pari opportunità di vita e lavoro di uomini e donne, tutela e promozione dei diritti costituzionalmente garantiti attinenti la dignità e la libertà delle persone
- Comm. Servizi pubblici locali – Funzioni di monitoraggio, indirizzo e controllo in materia di servizi pubblici locali con particolare riferimento alla qualità, alle modalità, ai costi ed alle tariffe di erogazione, ai contratti di servizio, nonché in merito agli indirizzi sulle nomine di spettanza comunale negli organi delle società erogatrici
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DI NEVE E POLEMICHE
Devo ammettere che ieri sera mentre camminavo verso casa in mezzo all’incessante strombazzare dei clacson di centinaia di automobilisti inferociti ho ben poco invidiato gli improperi, diciamo meritati, rivolti al sindaco e alla sua giunta.
Ora, lo so: è tremendamente facile indossare la veste dei professionisti delle polemiche di fronte ad un tale pasticcio, ma tralasciando le questioni relative a spartineve, spargisale e piani neve che dir si voglia, due cose proprio non mi sono andate giù.
La prima è la totale assenza di comunicazione preventiva dell’amministrazione, e nello specifico del sindaco, ai cittadini.
Mi chiedo se proprio non fosse possibile qualche buona raccomandazione diffusa sin dal giorno prima, anche solo l’invito alla prudenza e all’operarci tutti per ridurre i disagi, magari pala alla mano liberando i marciapiedi di fronte alle nostre abitazioni.
La seconda è l’assenza un banale appello del sindaco ai sindacati per rinviare lo sciopero del trasporto pubblico, così da non obbligare i lavoratori ad optare forzatamente per l’automobile sin dal mattino, con il conseguente delirio a cui abbiamo assistito nel pomeriggio.
Certo, sono piccolezze, ma potevano fare la differenza.
E voi che ne pensate? Che disagi avete subito?
La tragicomica doppia morale della stampa
Ieri il sindaco Lo Russo ha presentato alle Ex Ogr di Torino i risultati del suo primo anno di mandato e, con essi, i progetti futuri.
Lo ha fatto davanti all’intero gotha cittadino: dagli industriali, ai presidenti delle fondazioni bancarie, ai rettori di Università e Politecnico fino ad un largo parterre istituzionale. Quello che un tempo, con una locuzione nota, avremmo chiamato “il Sistema Torino“.
Oggi la rassegna stampa cittadina è un trionfo di titoli sull’evento.
Ve ne riporto qualcuno, per darvi un’idea:
-“Lo Russo lancia i progetti per il futuro” (Corriere della Sera);
-“Sindaco concreto e con una visione. La platea approva” (Corriere della Sera);
-“Il professore e la città” (Corriere della Sera);
-“Il piano di Lo Russo: 4 miliardi per cambiare Torino” (La Repubblica),
-“Un nuovo citybranding porterà l’identità di Torino nel mondo” (La Repubblica),
– “Applausi da ex sindaci, commercio e università” (La Repubblica),
-“Lo Russo ecco il piano di rilancio: 25 milioni per salvare Barriera. Cirio testimonial del sindaco” (La Stampa),
-“Lo Russo one man show: il mio piano per la città fra solidarietà e imprese” (Torino Cronaca).
Ora, è forse scontato sottolinearlo, ma non posso fare a meno di notare la tragicomica doppia morale che imperversa tra il modus operandi utilizzato dalla stampa con Chiara Appendino e il MoVimento 5 Stelle e questa narrazione di comodo riservata al centrosinistra.
Se allora ogni nostro errore, ogni nostra ingenuità, ogni dichiarazione fuori posto o iniziativa amministrativa mancata, tutto era duramente giudicato, oggi il nulla. Se allora tutto era minuziosamente radiografato senza nessuna comprensione, che per altro non cercavamo, oggi è l’esatto opposto.
Non dico questo per sottolineare l’imbarazzante cortigianeria di un certo giornalismo, non c’è nulla di più scontato, ma credo che si stia perdendo un’opportunità importante: quella di evidenziare quanto sia sbagliato rendere esclusivo il dialogo dell’amministrazione con una sola parte della città e quanto questo marginalizzi tutti quei cittadini e quelle cittadine che invece, proprio ora, dovrebbero essere al centro del confronto. Proprio ora perché ORA si decidono gli interventi legati ai fondi del Pnrr.
Lo sapete, parliamo di miliardi di euro che se ben dirottati potrebbero essere un mezzo importante di contrasto alle disuguaglianze e alla povertà, se mal dirottati rischiano di essere una mangiatoia per pochi.
Ecco, questo confronto non si può limitare a qualche centinaio di persone ammesse al galà del narcisismo di un sindaco che vorrebbe venderci Torino come Steve Jobs ci vendeva l’ultimo modello della Mela.
Torino non è un prodotto e avrebbe bisogno di ascolto diffuso, di empatia e di sensibilità, tutto quello che nell’ultimo anno è totalmente mancato.
Questo è quello che succede quando il rumore degli applausi di pochi, sempre più amplificato dai media, copre il grido di dolore dei tanti.
ATP FINALS, piazza San Carlo vuota
Ieri gli otto tennisti più forti al mondo hanno sfilato in una piazza San Carlo semi deserta, in occasione dell’inaugurazione della seconda edizione torinese degli ATP Finals.
Mi pare che la foto, benché zoomata ad arte per raccogliere l’unico spicchio gremito di persone (200/300 a dir tanto) degli oltre 12.000 mq di estensione della piazza, dica più di mille parole.
Ora, io non sono solita commentare gli eventi sportivi e certamente in questo momento storico ritengo che siano tanti e maggiori i problemi che le famiglie stanno vivendo qui nella nostra città.
Ma non posso nascondere l’imbarazzo di fronte a questa immagine.
Quella piazza vuota, a guardar bene, ci racconta tanto.
Ci racconta la sciatteria con cui il sindaco Lo Russo e la sua giunta stanno trattando un evento che potrebbe essere un volano di rilancio economico e turistico su scala mondiale e invece viene promosso alla stregua di una sagra di paesello.
Ci racconta di quanto sia endemico un certo provincialismo con cui l’amministrazione del Partito Democratico si approccia a queste kermesse internazionali, eventi che meriterebbero ben altra promozione che non quella di una passerella di cui nessuno era a conoscenza.
Ci racconta il vuoto amministrativo di un governo cittadino percepito come fantasma dalla maggior parte dei cittadini.
Quella piazza vuota, inutile negarlo, fa fare una figura pessima alla Città di Torino e a tutti i torinesi.
Quella piazza vuota meriterebbe delle scuse pronte e chiare da parte del sindaco.


