Nuovo ospedale nel Parco della Pellerina. Quando ci diranno che…

❌ Quando ci diranno che non c’era altra alternativa nella scelta di un parco per il nuovo ospedale di Torino Nord, non crediamoci.

➡️ C’era. Anzi, ce n’era più di una, semplicemente il sindaco Lo Russo voleva in partenza la Pellerina e nessun altro ragionamento è mai stato possibile. Anche a fronte di criticità evidenti: il rischio idrogeologico e la presenza di un elettrodotto interrato che spostare non sarà né facile, né economico.

❌ Quando ci diranno che, in fondo, l’area giostre è un “solo un parcheggio in terra battuta”, non crediamoci.

➡️Anche senza verde, è un terreno nudo e cementificarlo significa impermeabilizzare e consumare suolo, con tutte le conseguenze che questo comporta sull’aumento di calore e sulla gestione delle acque.

❌ Quando ci diranno che non toccheranno il parco, non crediamoci.

➡️L’area giostre ha un’estensione di 50.000 mq, del tutto insufficienti rispetto ai 100.000 mq richiesti e necessari alle strutture viabilistiche e di parcheggio.

❌ Quando ci diranno che l’area ex Thyssen non era idonea per i costi di bonifica, non crediamoci.

➡️Stiamo perdendo un’opportunità storica per mera volontà politica: quella di destinare la Thyssen a sito di localizzazione nell’ambito della produzione dell’idrogeno. Una vera di garanzia di sicurezza, tra l’altro.

❌ Quando ci diranno che l’ex macello di Via Traves è troppo distante per considerarlo come alternativa, non crediamoci.

➡️Sono 10 minuti di macchina dall’attuale Maria Vittoria.

❌ Quando ci diranno che è necessario scegliere in fretta perché il Maria Vittoria è al collasso, non crediamoci.

➡️I tempi di realizzazione di una nuova struttura ospedaliera non saranno mai inferiori ai 10 anni, due mesi in più per valutare delle alternative sarebbero stati ininfluenti e, aggiungo, doverosi a fronte di un investimento 185 milioni di euro.

‼️ Questa scelta, senza altri giri di parole, è scellerata, irresponsabile e inaccettabile.

La nostra opposizione sarà durissima.

 

Europe for Peace

Più di 450 bambini uccisi, 30.000 morti civili, 100.000 tra i militari.

Eppure, ad un anno dall’inizio del conflitto in Ucraina, continuiamo a mandare armi alimentando questo orrore anziché pretendere un serio negoziato di pace.

Ieri sera alla fiaccolata a Torino, nell’ambito delle giornate di mobilitazione nazionale ed europea lanciate da Europe for Peace, c’eravamo anche noi.

Valditara dimettiti

La mancata condanna all’ignobile aggressione neofascista agli studenti di Firenze basterebbe, da sola, a qualificare l’inadeguatezza del ministro Valditara e, con lui, del governo tutto. Ma arrivare a minacciare una Preside di sanzioni significa rievocare quel clima di proibizioni e di divieti che ha caratterizzato il nostro Paese, e il mondo della scuola in particolare, durante il ventennio fascista. Un fatto imperdonabile e di una gravità inaudita.

Per questo, il MoVimento 5 Stelle Torino, per mia prima firma e con la volontà di sottolineare la ferma vicinanza alla dirigente del liceo scientifico Leonardo da Vinci di Firenze, Annalisa Savino, e a tutti gli studenti e le studentesse ha voluto depositare, questa mattina, un atto per condannare l’accaduto. Lo discuteremo già lunedì in Sala Rossa.

Dal Ministero dell’Istruzione passa il futuro del nostro Paese e la formazione delle nuove generazioni, quel luogo evidentemente non è adatto a chi non si riconosce nei valori antifascisti su cui poggia la nostra democrazia e la nostra Costituzione.

Quel luogo evidentemente non è adatto al ministro Valditara.

Che si vergogni e, soprattutto, si dimetta.

 

Nuove minacce a Chiara Appendino

Tornano le minacce – vili, criminali e ignobili – che da sempre qualificano chi le fa, non certo chi le riceve.

Solidarietà a Chiara Appendino e tanta, tanta, pena per chi pensa di intimorirci così.

 

Le Donne fuori dal Palazzo?

“Era il 2020. Torino si preparava alle elezioni comunali con una competizione tra due uomini, Stefano Lo Russo per il centrosinistra e Paolo Damilano per il centrodestra. Ci è sembrato assurdo che non ci fossero candidate donne [… ]”. Leggo queste parole in un articolo, “Le Donne fuori dal Palazzo”, sul quotidiano La Stampa di oggi.

Un pezzo che avrebbe l’ardire di denunciare la disparità di genere nelle cariche elettive, esaminando la scorsa tornata amministrativa e la ben scarsa partecipazione femminile nella corsa per la carica di sindaco.

Una sola, breve, considerazione: la cancellazione della partecipazione femminile è anch’essa discriminazione.

In realtà è la più odiosa tra le discriminazioni, quella capace di colpirci nella dignità.

Vorrei ricordare alla smemorata giornalista de La Stampa (in foto sono con il suo direttore in occasione di uno dei tanti confronti elettorali), che in quella tornata amministrava il MoVimento 5 Stelle fu l’unica forza politica a candidare 3 donne alla guida delle più grandi città italiane (Roma, Milano, Torino).

Allora fummo trattate come candidate “perdenti”, perché non avevamo lo stesso appeal e prestigio dei concorrenti uomini, oggi semplicemente veniamo rimosse dalla memoria collettiva.

È un destino comune a cui vanno incontro tante donne nella società, nella politica, nella letteratura, nella cultura, nella scienza e nella storia.

Forse varrebbe la pena incominciare a lavorare su questo per combattere la disparità e gli stereotipi, lasciando da parte pseudo pezzi di denuncia il cui contributo è più che limitante: è imbarazzante.

 

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LA PELLERINA NON SI TOCCA

Un nuovo ospedale per Torino nord, che sostituisca il vetusto Maria Vittoria, in uno dei più grandi polmoni verdi della nostra città: il Parco della Pellerina.

Di follie se ne sentono tante ma questa idea del Sindaco Lo Russo e del Presidente della Regione Cirio supera di gran lunga ogni immaginazione.

Voglio partire da una premessa e raccontarvi un po’ cosa sta succedendo.

Certamente nessuno può negare che, dopo decenni di tagli alla sanità che hanno dilaniato il nostro sistema di assistenza territoriale, di un nuovo ospedale nella zona nord ce ne sia assolutamente, oserei dire drammaticamente, bisogno. E che finalmente sia il centro-sinistra che il centro-destra, che quei tagli pur li hanno promossi, siano giunti a questa consapevolezza è certamente un bene.

Non è un bene invece anche solo ipotizzare, dopo tanti inutili proclami a difesa dell’ambiente e contro il consumo di suolo, di collocare la nuova struttura (per un investimento di circa 185 milioni di euro) in un’area verde che presenta criticità elevate sotto molteplici aspetti, uno su tutti: è a rischio idrogeologico.

Ora, la prima cosa minimamente sensata che verrebbe in mente a qualunque torinese pensando a quella zona della città è l’area del ThyssenKrupp. E sarebbe pure un bel contrappasso recuperare quel sito industriale che rimanda al più atroce ricordo delle morti sul lavoro edificando lì un nuovo ospedale che sarà finanziato proprio dall’INAIL, l’Istituto Nazionale Assicurazione Infortuni sul Lavoro.

Quest’ipotesi, purtroppo, è stata prontamente scartata dal sindaco e della sua maggioranza. Ieri infatti, nel primo Consiglio Comunale del 2023, la sinistra cementista del PD ha bocciato la mozione del nostro capogruppo Andrea Russi, che chiedeva di impegnarsi a cercare nuove aree e non intaccare il Parco della Pellerina.

Non so come finirà questa vicenda, so però che una cosa tanto importante non può cadere nel vuoto. Serve parlarne il più possibile e serve mobilitarsi da subito per scongiurare la più sbagliata delle scelte. Noi ci siamo!

DI NEVE E POLEMICHE

Devo ammettere che ieri sera mentre camminavo verso casa in mezzo all’incessante strombazzare dei clacson di centinaia di automobilisti inferociti ho ben poco invidiato gli improperi, diciamo meritati, rivolti al sindaco e alla sua giunta.

Ora, lo so: è tremendamente facile indossare la veste dei professionisti delle polemiche di fronte ad un tale pasticcio, ma tralasciando le questioni relative a spartineve, spargisale e piani neve che dir si voglia, due cose proprio non mi sono andate giù.

La prima è la totale assenza di comunicazione preventiva dell’amministrazione, e nello specifico del sindaco, ai cittadini.

Mi chiedo se proprio non fosse possibile qualche buona raccomandazione diffusa sin dal giorno prima, anche solo l’invito alla prudenza e all’operarci tutti per ridurre i disagi, magari pala alla mano liberando i marciapiedi di fronte alle nostre abitazioni.

La seconda è l’assenza un banale appello del sindaco ai sindacati per rinviare lo sciopero del trasporto pubblico, così da non obbligare i lavoratori ad optare forzatamente per l’automobile sin dal mattino, con il conseguente delirio a cui abbiamo assistito nel pomeriggio.

Certo, sono piccolezze, ma potevano fare la differenza.

E voi che ne pensate? Che disagi avete subito?

La tragicomica doppia morale della stampa

Ieri il sindaco Lo Russo ha presentato alle Ex Ogr di Torino i risultati del suo primo anno di mandato e, con essi, i progetti futuri.

Lo ha fatto davanti all’intero gotha cittadino: dagli industriali, ai presidenti delle fondazioni bancarie, ai rettori di Università e Politecnico fino ad un largo parterre istituzionale. Quello che un tempo, con una locuzione nota, avremmo chiamato “il Sistema Torino“.

 

Oggi la rassegna stampa cittadina è un trionfo di titoli sull’evento.

Ve ne riporto qualcuno, per darvi un’idea:

-“Lo Russo lancia i progetti per il futuro” (Corriere della Sera);

-“Sindaco concreto e con una visione. La platea approva” (Corriere della Sera);

-“Il professore e la città” (Corriere della Sera);

-“Il piano di Lo Russo: 4 miliardi per cambiare Torino” (La Repubblica),

-“Un nuovo citybranding porterà l’identità di Torino nel mondo” (La Repubblica),

– “Applausi da ex sindaci, commercio e università” (La Repubblica),

-“Lo Russo ecco il piano di rilancio: 25 milioni per salvare Barriera. Cirio testimonial del sindaco” (La Stampa),

-“Lo Russo one man show: il mio piano per la città fra solidarietà e imprese” (Torino Cronaca).

 

Ora, è forse scontato sottolinearlo, ma non posso fare a meno di notare la tragicomica doppia morale che imperversa tra il modus operandi utilizzato dalla stampa con Chiara Appendino e il MoVimento 5 Stelle e questa narrazione di comodo riservata al centrosinistra.

Se allora ogni nostro errore, ogni nostra ingenuità, ogni dichiarazione fuori posto o iniziativa amministrativa mancata, tutto era duramente giudicato, oggi il nulla. Se allora tutto era minuziosamente radiografato senza nessuna comprensione, che per altro non cercavamo, oggi è l’esatto opposto.

Non dico questo per sottolineare l’imbarazzante cortigianeria di un certo giornalismo, non c’è nulla di più scontato, ma credo che si stia perdendo un’opportunità importante: quella di evidenziare quanto sia sbagliato rendere esclusivo il dialogo dell’amministrazione con una sola parte della città e quanto questo marginalizzi tutti quei cittadini e quelle cittadine che invece, proprio ora, dovrebbero essere al centro del confronto. Proprio ora perché ORA si decidono gli interventi legati ai fondi del Pnrr.

Lo sapete, parliamo di miliardi di euro che se ben dirottati potrebbero essere un mezzo importante di contrasto alle disuguaglianze e alla povertà, se mal dirottati rischiano di essere una mangiatoia per pochi.

Ecco, questo confronto non si può limitare a qualche centinaio di persone ammesse al galà del narcisismo di un sindaco che vorrebbe venderci Torino come Steve Jobs ci vendeva l’ultimo modello della Mela.

Torino non è un prodotto e avrebbe bisogno di ascolto diffuso, di empatia e di sensibilità, tutto quello che nell’ultimo anno è totalmente mancato.

Questo è quello che succede quando il rumore degli applausi di pochi, sempre più amplificato dai media, copre il grido di dolore dei tanti.

ATP FINALS, piazza San Carlo vuota

Ieri gli otto tennisti più forti al mondo hanno sfilato in una piazza San Carlo semi deserta, in occasione dell’inaugurazione della seconda edizione torinese degli ATP Finals.

Mi pare che la foto, benché zoomata ad arte per raccogliere l’unico spicchio gremito di persone (200/300 a dir tanto) degli oltre 12.000 mq di estensione della piazza, dica più di mille parole.

Ora, io non sono solita commentare gli eventi sportivi e certamente in questo momento storico ritengo che siano tanti e maggiori i problemi che le famiglie stanno vivendo qui nella nostra città.

Ma non posso nascondere l’imbarazzo di fronte a questa immagine.

Quella piazza vuota, a guardar bene, ci racconta tanto.

Ci racconta la sciatteria con cui il sindaco Lo Russo e la sua giunta stanno trattando un evento che potrebbe essere un volano di rilancio economico e turistico su scala mondiale e invece viene promosso alla stregua di una sagra di paesello.

Ci racconta di quanto sia endemico un certo provincialismo con cui l’amministrazione del Partito Democratico si approccia a queste kermesse internazionali, eventi che meriterebbero ben altra promozione che non quella di una passerella di cui nessuno era a conoscenza.

Ci racconta il vuoto amministrativo di un governo cittadino percepito come fantasma dalla maggior parte dei cittadini.

Quella piazza vuota, inutile negarlo, fa fare una figura pessima alla Città di Torino e a tutti i torinesi.

Quella piazza vuota meriterebbe delle scuse pronte e chiare da parte del sindaco.

TARDIAMO L’ACCENSIONE DEI RISCALDAMENTI ANCHE A TORINO

Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ieri ha posticipato l’accensione dei riscaldamenti nella sua città al 29 ottobre.

Può farlo perché la legge prevede che i sindaci, con propria ordinanza, possono ampliare o ridurre i periodi annuali di esercizio degli impianti termici, a fronte ovviamente di comprovate esigenze.

Ora, a Torino cosa aspettiamo a fare lo stesso?

Non è solo una questione di riduzione dei consumi di gas naturale per la crisi che stiamo vivendo, e che purtroppo sta colpendo violentemente tante famiglie, ma è anche una necessità ambientale improrogabile.

Questo ottobre a Torino le temperature sono state di quasi 2 gradi superiori alla media degli ultimi 30 anni e mentre scrivo questo post, la colonnina di mercurio tocca quota 20°C.

I riscaldamenti, lo sappiamo, sono una delle fonti di inquinanti atmosferici locali, certo non la principale, ma in una città che è maglia nera per lo smog e che ha già all’attivo 69 giorni di sforamento del PM10 – come testimonia Legambiente con il suo dossier “Mal’aria 2022” uscito pochi giorni fa – ogni azione di contenimento delle emissioni nocive e di quelle climalteranti è utile e fondamentale, lo è in primoluogo per la nostra salute.

Quindi caro sindaco Stefano Lo Russo, è vero che fa caldo, ma la prego esca dal torpore amministrativo in cui si è rinchiuso e agisca. Possibilmente…ora!