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LA CAMPAGNA ELETTORALE DEL PD SI STA SVOLGENDO NEL RISPETTO DELLE REGOLE?

Dopo aver presentato pubblicamente, sabato scorso, i propri candidati piemontesi alla presenza del Sindaco (?) Lo Russo e di un gruppo di militanti ed elettori, domani pomeriggio, presso il punto verde di Piazza d’Armi, sarà la volta del comizio del Presidente del Partito Democratico Enrico Letta.

I regolamenti comunali però non consentono la partecipazione di partiti politici ad eventi patrocinati dal Comune e che beneficiano di vantaggi economici, come ad esempio l’esenzione del canone di occupazione del suolo pubblico per un totale di 37703 euro, che la Giunta comunale ha tuttavia concesso agli organizzatori del Punto Verde di Piazza ad’Armi.

Mi sarei aspettato che il Sindaco Lo Russo, presente all’evento sabato scorso, si facesse garante dei regolamenti e degli interessi della Città di Torino, invece che di quelli di un partito che forse sente la tensione di un risultato elettorale che si preannuncia poco generoso, invece scopro che al PD potrebbe essere concesso di non rispettare i regolamenti comunali, per di più in piena campagna elettorale, esponendo inoltre il comune al rischio di un danno erariale.

L’area di Piazza d’armi occupata dal punto verde, inoltre, è uno spazio pubblico non compreso fra le aree destinate dal Comune di Torino alla campagna elettorale, che includono esclusivamente le consuete aree concesse per i banchetti elettorali e le aree della piazza non date in concessione ad associazioni.

Il Presidente del PD Enrico Letta, che il 22 agosto, riferendosi alle regole relative alla par condicio in campagna elettorale, aveva ringraziato il Prefetto di Bologna per aver “esplicitato e reso trasparenti elementi che già stavamo approfondendo da un paio di settimane con le autorità competenti e con nostri legali” (ovvero vietando bandiere e simboli di partito alla Festa dell’Unità), è così sicuro che ciò che a Bologna non si può fare sia invece concesso a Torino?

In attesa di discutere la questione in Sala Rossa, ho richiesto un chiarimento urgente e formale al Prefetto di Torino.

Sfrattano il tennis, arrivano i camion…

Nelle scorse settimane gli assessori Carretta e Purchia hanno sfrattato dal centro cittadino il Fan Village delle Atp Finals di tennis, perché a loro giudizio non era abbastanza di qualità per un luogo aulico come piazza San Carlo.

Stamattina, ore 11.30, via Roma, in pieno centro cittadino, è ricoperta di balle di fieno (complimenti al sindaco per la nomina della compagna di partito al vertice di Amiat) e Piazza San Carlo ieri mattina era diventata un parcheggio per camion.

Avrà autorizzato l’ex sovrintendente Papotti, tra l’altro tra i nuovi nominati del Sindaco (?) Lo Russo, o sarà stato il brillante esordio della nuova sopraintendente?

Una cosa però è certa: se è vero che la bellezza salverà il mondo, con questa giunta non siamo mica poi tanto al sicuro.

L’ipocrisia di Lo Russo

Si sa, in politica la coerenza è tutto. E l’ipocrisia regna sovrana.

Il sindaco (?) Lo Russo, lo sapete, è il sindaco meno votato della storia di Torino. Circa un anno fa, alle urne, si recò soltanto il 42% dei torinesi, l’affluenza più bassa di sempre.
A distanza di quasi 1 anno dalla sua elezione, si è soprattutto distinto per aver aumentato l’Irpef, aver aumentato la Tari ma, soprattutto, per aver nominato nelle partecipate del Comune politici trombati del PD e addirittura – senza mostrare un minimo di pudore – in Smat il partner d’affari della sua assessora alle partecipate Nardelli. Per il resto, a parte qualche selfie con la chitarra durante Eurovision (evento, lo sapete, ereditato), è praticamente sconosciuto ai torinesi che vivono fuori dalla Ztl.

Durante i 5 anni passati all’opposizione, invece, lo ricorderete per il suo stile aggressivo e dileggiante nei confronti dell’amministrazione Appendino e per le critiche strumentali su qualsiasi provvedimento.
In svariate occasioni emerse, poi, tutta la sua arroganza, come quando si mise a giocare con le palline da tennis in consiglio comunale nel momento in cui sembrava che il governo non volesse finanziare le Atp Finals.
E poi la sua “scaltrezza” politica, come quando fece l’esposto in Procura che costò la ricandidatura a sindaca di Appendino che poi fu assolta, ma solo dopo le elezioni.

Perché questa lunga premessa?
Perché gli elementi per capire di che pasta è fatto Lo Russo, c’erano già tutti. E oggi, quando la sua assessora Foglietta annuncia che nella revisione della rete GTT, farà esattamente quello che stavamo facendo noi e che Lo Russo definì “un’idiozia”, non fa altro che confermare l’ipocrisia di una giunta e di una maggioranza che, per il momento, ha solo vissuto di rendita sui progetti e sugli eventi ereditati.

Un anno è passato. Ne mancano 4. Ma nel frattempo ci sono le elezioni politiche.
Il mio appello, a tutti i torinesi che non si sono recati alle urne lo scorso anno, è: il 25 settembre tornate a votare e fare sentire la vostra voce. Abbiamo l’occasione per mandare un messaggio forte a questa classe politica sorda e arrogante, sfruttiamola.

 

Lo Russo inaugura …grazie a Chiara Appendino

Scusatemi, ma quando Stefano Lo Russo ha pubblicato questo post, non ci ho più visto.

Dopo 10 mesi di nulla più assoluto (a parte l’innalzamento dell’Irpef e della Tari e decine di nomine nelle partecipate di politici Pd trombati alle elezioni) oggi è arrivato ad assumersi i meriti dell’amministrazione precedente per l’enorme lavoro fatto sul turismo.

Eh no, caro Lo Russo: tu non hai fatto assolutamente nulla per arrivare a questi risultati, che sono il frutto di anni di duro lavoro dell’amministrazione Appendino che, dopo 15 anni di tentativi andati a vuoto è finalmente riuscita ad ottenere la base Ryanair a Torino, grazie a eventi come Atp Finals ed Eurovision (Parole di O’Leary, Ceo Ryanair).

Il tutto mentre tu eri all’opposizione a tifare CONTRO Torino. Questo stravolgimento della realtà non è accettabile e faccio appello ai giornali locali affinchè ripristinino la verità, senza permettere al sindaco di assumersi meriti che, almeno per il momento, non ha assolutamente.

Lo Russo in ritardo quando si tratta di salvaguardare il verde pubblico

Velocissimi quando si tratta di assegnare poltrone, in colpevole ritardo quando si tratta di salvaguardare il verde pubblico. È l’amministrazione Lo Russo.

da TorinoOggi:

Gli alberi di corso Mediterraneo stanno morendo: a fine estate si valuterà se abbatterli e sostituirli

Un guasto al sistema di irrigazione, unito alla siccità, ha causato un danno al filare tra via Caboto e Colombo. Una squadra del Comune bagna due volte alla settimana gli alberi, ma non basta

Il sole non concede tregua, le temperature rimangono elevatissime e non piove. Se si aggiungono impianti di irrigazione rotti, il risultato è ben visibile in corso Mediterraneo, dove un filare di alberi sta letteralmente morendo.

Sgomento tra i residenti di via Caboto e Colombo

E’ tanto lo sgomento tra residenti e automobilisti che ogni giorno transitano nel pezzo di corso compreso tra via Caboto e via Colombo: gli alberi, mentre tutto intorno è verde, hanno un colore compreso tra l’arancione e il marrone. Si stanno lentamente spegnendo, senz’acqua.

Impianto di irrigazione fuori uso

Il tema era stato allevato da il capogruppo del M5s, Andrea Russi, che aveva chiesto al Comune se vi fossero in previsione azioni per salvare gli alberi di corso Mediterraneo. Attualmente, come spiegato dall’assessore al Verde Francesco Tresso, visto che l’impianto di irrigazione è fuori uso. Squadre del Comune bagnano gli alberi due volte alla settimana. Un’azione manuale, ma che non sembra portare risultati.

Non appena arrivati i pezzi necessari per riparare il sistema di irrigazione, come confermato dallo stesso Tresso, si procederà con la sostituzione di quelli difettosi. Poi toccherà agli uffici decidere, a fine estate, se tagliare gli alberi di corso Mediterraneo e sostituirli. Intanto, giorno dopo giorno, gli alberi si avviano verso una triste morte.

 

Rispettiamo il mandato, restiamo in Consiglio Comunale

Nonostante le regole del Movimento 5 Stelle ci consentirebbero di candidarci per le prossime elezioni politiche, come consiglieri comunali M5S di Torino abbiamo deciso di non avanzare la nostra candidatura per le parlamentarie.

Siamo stati eletti appena nove mesi fa, il nostro mandato è appena cominciato e il lavoro da fare è moltissimo.

Proseguiremo quindi con entusiasmo e passione il nostro impegno politico qui a Torino e il nostro sostegno sarà massimo per chi sceglierà di candidarsi.

In bocca al lupo a tutte e a tutti.

Andrea Russi

Dorotea Castiglione

Valentina Sganga

Sgomberi e centri sociali

In piena estate, e ormai in piena campagna elettorale, il partito della Meloni a Torino non ha nulla di meglio da fare che chiedere lo sgombero del centro sociale Askatasuna (elargendo contemporaneamente il patentino di terrorista a chiunque lo frequenti).

Così, oggi, ci siamo ritrovati in una Commissione Comunale sorvegliata fuori dalla polizia e presidiata dentro dai loro sindacati a discutere, per oltre due ore, di qualcosa che probabilmente ai torinesi importa meno di niente.

Il Partito Democratico, al solito, si è rifugiato dietro qualche proclama pro Tav e all’immancabile solidarietà alle forze dell’ordine, formula sempre utile a sfuggire a qualunque presa di posizione chiara.

Personalmente ho espresso, senza ambiguità, la mia contrarietà alla proposta.

I centri sociali sono realtà complesse, e su questo Askatasuna non fa eccezione, che comprendono quanto di buono e quanto di cattivo il corpo sociale offre ma, dovrebbe essere chiaro a chiunque fa politica, l’antagonismo da sempre occupa gli spazi che le istituzioni lasciano vuoti: questo vale per i quartieri abbandonati alla povertà e allo spaccio diffuso, come vale per quelle battaglie a difesa di un territorio, la Val Susa, che continua a lottare per evitare che un’opera inutile e dispendiosa devasti il suo ambiente.

Ora, non sarà certo lo sgombero di turno a spazzare via questi problemi. Restano lì ad aspettarci. E prima o poi andrebbero affrontati perché professarsi contro le violenze è, sì, sempre giusto ma non risolve minimamente le questioni sociali, ambientali ed economiche che ci stanno travolgendo.

Giusto per ricordarci, come istituzione, che il nostro compito dovrebbe essere unicamente quello.

VALENTINA SGANGA

L’appalto per la gestione dei Servizi Museali

Il prossimo 31 luglio scadrà l’appalto per la gestione dei Servizi Museali dei Musei Civici di Torino, che vede impiegati 47 lavoratori nelle cinque realtà museali che fanno capo alla Città (Polo del Novecento, Museo Diffuso, Museo della Montagna, Museo del Risorgimento, Museo di Anatomia e Museo Lombroso).

Nel corso di una seduta svoltasi il 12 luglio, la Commissione Lavoro ha avuto modo di ascoltare le istanze delle lavoratrici e dei lavoratori, fortemente preoccupati dall’incertezza generata dall’imminente scadenza dell’appalto e dal rischio di un peggioramento delle condizioni lavorative e retributive.

Al momento la Giunta pare infatti essere orientata verso una procedura di affidamento dell’appalto prevalentemente incentrata sulla riduzione dei costi, scelta che potrebbe significare tagli delle ore e del salario, peggioramento dei diritti e delle condizioni lavorative e addirittura tagli occupazionali.

Assieme alla collega Tea Castiglione, abbiamo presentato un atto per chiedere la proroga dell’attuale appalto, in modo da consentire una valutazione più approfondita della migliore formula atta a salvaguardare i diritti dei lavoratori e le esigenze della Città.

Nonostante ne avessimo chiesto la discussione urgente, il nostro atto è stato bloccato dalla maggioranza in Conferenza dei Capigruppo, dunque purtroppo non sarà discusso in Consiglio Comunale almeno fino a fine settembre.

Nel frattempo però sarebbe stata concessa una proroga “tecnica” di appena 6 mesi, tempo a nostro giudizio insufficiente per poter individuare un percorso condiviso che possa portare a condizioni lavorative più stabili a riconoscere e valorizzare la professionalità dei lavoratori.

Non mi aspetto che la maggioranza possa approvare un nostro atto, non è mai successo dall’inizio del mandato e probabilmente non accadrà nemmeno stavolta. Mi auguro però che l’assessora Purchia possa dimostrarsi per una volta sensibile alle istanze dei lavoratori e delle lavoratrici dei nostri Musei Civici, anche se purtroppo le ultime dichiarazioni sul ricorso del Teatro Regio contro i suoi lavoratori non lasciano ben sperare.

Caro Sindaco, le periferie sono una responsabilità sua, non del Governo

La settimana scorsa il Sindaco Lo Russo ha avuto il coraggio di dire che per gli scherzetti di M5S, Lega e FI a rimetterci saranno le periferie torinesi.

Caro Sindaco, le periferie sono una responsabilità sua, non del Governo, e non ci deve neanche provare ad usare la crisi di Governo come alibi per giustificare che non sta facendo nulla e che in campagna elettorale ha fatto decine di promesse che ora non può mantenere.

Le ricordo che amministrare non vuole dire solo mettere politici trombati nelle partecipate, farsi fotografare con la chitarra, fare giri turistici sul 4, tagliare i nastri dei progetti degli altri o aumentare le tasse dei cittadini.

La percezione, purtroppo, è che in questa Città un Sindaco non esista ormai da mesi.

Vedi il video del mio intervento in Sala Rossa.

Alghe nel Po, qualcuno, forse, dovrebbe chiedere scusa

Nel giugno del 2016 veniva individuata per la prima volta nelle acque del fiume Po la presenza di esemplari di Myriophyllum, una pianta infestante e molto pericolosa per la sopravvivenza delle piante autoctone.

Vista l’urgenza della situazione, la Giunta Appendino, con il supporto di volontari di Comune, Regione Piemonte, ENEA, IPLA, Società Remiere, e con l’appoggio tecnico di Comune, GTT e AMIAT, provvedeva ad estirpare manualmente le piante infestanti, presenti in grosse quantità.

I consiglieri delle allora minoranze, tra cui l’attuale assessore Tresso, dal giorno successivo cominciarono a criticare fortemente sia la scelta di coinvolgere i volontari, sia il provvedimento stesso. La parola usata era “faciloneria”, e l’intervento venne considerato “un evento mediatico che ha tamponato la situazione senza risolverla.”

Gli interventi furono in tutto 3. Estate 2016 autunno 2016 primavera 2017. Tutti manuali. Tali interventi furono definitivi.

A distanza di 6 anni nel Po è presente un’altra pianta infestante, l’Elodea Nuttallii: matasse e matasse sotto la superficie dell’acqua, situazione aggravata dalle straordinarie condizioni di siccità.

Apro il giornale per capire come l’assessore Tresso intende affrontare una estirpazione manuale: leggo che verranno utilizzati volontari di ENEA, Città metro, protezione civile, circolo remieri, tecnici del comune, operatori di Amiat, e via dicendo.

Sembrava un giornale del 2016, senza però l’incessante campagna denigratoria verso la nostra amministrazione che ha caratterizzato quei giorni.

Anche questa volta il tempo ci ha detto che avevamo ragione. Qualcuno, forse, dovrebbe chiedere scusa e dimostrare un minimo di onestà intellettuale.