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Effetto curling?

È il secondo anno in cui a Torino si svolgono le ATP Finals di Tennis e, fatta eccezione per il Sindaco (?) Lo Russo che ha sostituito la chitarra con la racchetta e per le palline da tennis giganti disseminate in giro per la Città, a Torino non si percepisce alcun segno di uno degli eventi sportivi più importanti al mondo.

Nel 2023, però, ATP dovrà decidere se rinnovare la sede di Torino per altri 5 anni. L’assessore ai grandi eventi (degli altri) Mimmo Carretta punta tutto sull’ “effetto curling”.

Qui il mio intervento in consiglio comunale.

ATP FINALS, piazza San Carlo vuota

Ieri gli otto tennisti più forti al mondo hanno sfilato in una piazza San Carlo semi deserta, in occasione dell’inaugurazione della seconda edizione torinese degli ATP Finals.

Mi pare che la foto, benché zoomata ad arte per raccogliere l’unico spicchio gremito di persone (200/300 a dir tanto) degli oltre 12.000 mq di estensione della piazza, dica più di mille parole.

Ora, io non sono solita commentare gli eventi sportivi e certamente in questo momento storico ritengo che siano tanti e maggiori i problemi che le famiglie stanno vivendo qui nella nostra città.

Ma non posso nascondere l’imbarazzo di fronte a questa immagine.

Quella piazza vuota, a guardar bene, ci racconta tanto.

Ci racconta la sciatteria con cui il sindaco Lo Russo e la sua giunta stanno trattando un evento che potrebbe essere un volano di rilancio economico e turistico su scala mondiale e invece viene promosso alla stregua di una sagra di paesello.

Ci racconta di quanto sia endemico un certo provincialismo con cui l’amministrazione del Partito Democratico si approccia a queste kermesse internazionali, eventi che meriterebbero ben altra promozione che non quella di una passerella di cui nessuno era a conoscenza.

Ci racconta il vuoto amministrativo di un governo cittadino percepito come fantasma dalla maggior parte dei cittadini.

Quella piazza vuota, inutile negarlo, fa fare una figura pessima alla Città di Torino e a tutti i torinesi.

Quella piazza vuota meriterebbe delle scuse pronte e chiare da parte del sindaco.

Più gettoni ai consiglieri? No grazie.

Il Movimento 5 Stelle ritiene inopportuna qualunque modifica che vada nell’ottica di aumentare il numero dei gettoni dei consiglieri.

Non è certamente un bel segnale da parte della politica nei confronti dei cittadini che devono far fronte ai rincari energetici, alla diminuzione del valore dei loro stipendi e che si sono peraltro visti aumentare le tasse dalla stessa maggioranza che ora propone di favorire l’aumento degli emolumenti per i Consiglieri Comunali.

 

Qualità della vita, tonfo Torino

A un anno dall’inizio dell’era Lo Russo, i risultati non tardano ad arrivare…

La scorta a Pino Masciari

La scorta rappresenta un elemento fondamentale per l’incolumità di Pino Masciari e della sua famiglia.

Rappresenta inoltre un elemento concreto dello Stato nel contrastare le attività mafiose e un segnale forte e tangibile di protezione nei confronti di coloro che si ribellano alle mafie.

Le nuove poltrone (da 5.500 euro) di Lo Russo

Dopo aver visto al TGR questo servizio, ho scoperto che una delle prime scelte da sindaco di Lo Russo è stata far sostituire le poltrone del proprio ufficio, inclusa, ovviamente la sua.

Per carità, 5.500€ è una spesa relativamente esigua ma lo trovo comunque decisamente inopportuno, per una serie di motivi.

Il primo è che la poltrona che ha ereditato Appendino dai suoi predecessori e che lei ha lasciato a Lo Russo, così come tutte le poltroncine per gli ospiti, erano ancora in buono stato e assolutamente riutilizzabili.

Il secondo è che quando chiedi ai tuoi cittadini dei sacrifici, innalzando le tasse, non puoi permetterti di impegnare anche un solo centesimo per spese tranquillamente rinviabili.

Il terzo è che le casse del Comune, come tutti sanno, sono in condizioni critiche e spendere i soldi dei cittadini per beni di importanza non certo vitale, come Marie Antoinette insegna, è uno schiaffo in faccia non solo ai dipendenti dell’ente ma a tutti i torinesi.

Continuerò ad approfondire il tema tramite interpellanze e accessi agli atti. Qualcosa mi dice che c’è ancora molto da scoprire.

Il primo, disastroso, anno di amministrazione Lo Russo

I torinesi ricorderanno il primo, disastroso, anno di amministrazione Lo Russo, non tanto per la sua “impalpabilità” ma soprattutto per aver aumentato le tasse, per aver reso le partecipate del Comune l’ufficio di collocamento dei trombati del PD, per l’aumento delle occupazioni nelle case ATC, per i passi indietro sui diritti Lgbtq, per aver ridotto il budget per le manutenzioni delle strade e per aver dimenticato i problemi di sicurezza dei quartieri maggiormente in difficoltà. Unica nota positiva: ha cambiato idea sul Reddito di Cittadinanza, dichiarando che va mantenuto.

Se il primo anno è stato costellato

di insuccessi, nulla di buono si intravvede all’orizzonte: il M5S si batterà in ogni modo affinché non vengano tagliate le tre fermate della Metro 2, come paventato alcuni giorni fa dal sindaco. E’ l’opera pubblica più importante della storia di Torino, non permetteremo che venga ridimensionata.

Torino perde il Festival del giornalismo alimentare

Torino, nell’indifferenza totale del Sindaco, perde un Festival importante che coinvolge centinaia di operatori del settore. Se non fosse troppo impegnato nel piazzare i suoi nelle partecipate, potrebbe, magari, uscire dal suo immobilismo e provare a reperire uno sponsor in grado di garantire l’organizzazione del prossimo festival.

Nuovo ospedale nel Parco della Pellerina?

Abbiamo appreso che, su forte spinta della Città, il nuovo ospedale che prenderà il posto del Maria Vittoria potrebbe essere realizzato all’interno del Parco della Pellerina, nell’area dove oggi sorge il parcheggio che ospita le giostre e i circhi.

Riteniamo assolutamente necessaria l’istituzione di una nuova struttura ospedaliera che possa rispondere alle esigenze sanitarie del quadrante ovest della Città di Torino, ma crediamo che la scelta di Parco Carrara abbia diverse criticità.

In primis quella ambientale: non si può pensare di realizzare un ospedale sacrificando uno dei parchi più grandi di Torino. Tra l’altro, proprio lunedì, era stato lo stesso assessore Mazzoleni a dichiararsi contrario al consumo di nuovo suolo, in linea con le indicazioni del PNRR.

In secondo luogo, la viabilità: l’angolo tra corso Regina Margherita e corso Lecce é uno dei nodi viabilistici più complicati della Città, che verrà sovraccaricato dalla presenza di nuova utenza ospedaliera.

Esiste poi il problema degli spazi: quell’area non ha metrature idonee allo sviluppo orizzontale di un grande ospedale e la struttura, a meno di non nascere sottodimensionata, dovrà necessariamente estendersi in altezza, con prevedibili aumenti dei costi di realizzazione. Inoltre si dovrà immediatamente prevedere una nuova destinazione per gli spazi del Maria Vittoria, onde evitare abbandono o speculazioni.

Infine, è una scelta che porta all’eliminazione dello storico luna Park, uno dei luoghi di socialità più amati di quella parte di Città.

Siamo sicuri che il progetto ipotizzato in quell’area rispetti i “criteri minimi ambientali”?

In quale modo verrebbe garantito il rispetto del “Piano Strategico dell’Infrastruttura Verde” e del “Piano di Resilienza Climatica” della città di Torino, votati con ampia maggioranza da tutte le forze politiche presenti in consiglio comunale, che prevedono il rafforzamento delle aree verdi e dei corridoi ecologici della città di Torino?

E, soprattutto, siamo certi che non esistessero in zona altre aree dismesse, o in trasformazione, su cui realizzare una struttura così impattante?

Depositeremo un atto in consiglio comunale chiedendo che venga individuato un luogo idoneo che non abbia un così forte impatto ambientale e chiederemo a tutte le forze politiche di sottoscriverlo.

L’assessore di Milano fa tic tac

Quando Lo Russo e il PD erano all’opposizione, non c’è stato giorno in cui non ci accusassero di “voler bloccare tutto”. I fatti, ovviamente, gli hanno dato torto.

Oggi Mazzoleni, l’assessore all’urbanistica importato da Milano, dichiara, candidamente “ho voluto fermare tutto”. E le imprese che dovrebbero svolgere i lavori di riqualificazione, sconsolate dichiarano che “manca l’ascolto, l’amministrazione è un muro di gomma”.
Come se non bastasse, nella stessa intervista, Mazzoleni dichiara che è “stupito dai tempi del pubblico”.

Benvenuto sulla Terra, assessore! Mentre lei si ambienta, noi aspettiamo che faccia qualcosa di concreto per Torino. Magari prima della scadenza del suo mandato.