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CAMBIO DI RESIDENZA E DI INDIRIZZO: UNA VERA ODISSEA A CARICO DEI CITTADINI

Durante la seduta del Consiglio Comunale di ieri ho interrogato l’assessore ai servizi anagrafici Francesco Tresso sui ritardi e sui disservizi relativi ai cambi di residenza e di indirizzo effettuati attraverso i CAF.

Dallo scorso mese di ottobre, infatti, oltre che con i consueti canali (sportelli anagrafici oppure TorinoFacile), i cittadini torinesi possono inviare la dichiarazione di cambio di residenza o di indirizzo all’Anagrafe anche avvalendosi degli uffici dei CAF che hanno aderito ad una specifica convenzione, costata al Comune di Torino la cifra di 50000 euro.

Quello che doveva rappresentare un ulteriore canale per richiedere i propri documenti è però a poco a poco diventato l’unico strumento a disposizione per incontrare di persona un operatore: diversi cittadini mi hanno infatti segnalato che non si può più accedere direttamente agli uffici anagrafici comunali (i cittadini che si presentano presso le anagrafi vengono invitati a rivolgersi ai Caf Convenzionati), nè si può più prendere appuntamento.

I CAF ovviamente ricevono solo previo appuntamento telefonico, operazione che risulta piuttosto complicata, e per i pochi fortunati che ci riescono il Comune è così in ritardo da aver evaso appena 1500 richieste rispetto alle 5000 pervenute dai CAF. Il 70% delle richieste, dunque, non è ancora stato preso in considerazione.

A conti fatti, in questo momento pare che il servizio serva solo per non avere code fuori dagli uffici comunali, ma facendo due semplici conti, rispetto ai 50000 euro stanziati si è arrivati a spenderne almeno 112000 (ipotizzando il costo minore possibile per ogni pratica), per un servizio che però non funziona.

A tutto ciò bisogna inoltre aggiungere che i tempi di attesa per chi prenota attraverso Torino Facile arrivano a più di sei mesi, con tutti i problemi che ne conseguono.

Una vera e propria odissea, che tra l’altro ha visto più che raddoppiare il costo a carico della collettività.

Caos passaporti

Oggi vorrei esprimere la mia solidarietà agli agenti di polizia impiegati nei commissariati della Città per la gestione del caos passaporti.

Se da un lato è vero che la Brexit e il Covid hanno inevitabilmente intasato il canale, dall’altra parte i disagi che si sono verificati oggi con l’open day, a Torino come in tantissime altre Città d’Italia, erano del tutto prevedibili.

Purtroppo il ministro Piantedosi, molto impegnato nella gestione dei rave, ma molto meno nella gestione di pratiche di vitale importanza per ogni cittadino, non ha messo in campo nulla di utile per risolvere questo problema e ormai da mesi risulta praticamente impossibile trovare uno slot libero per prenotare il proprio passaporto

Servono nuove assunzioni, speriamo che possano essere fatte il prima possibile, da parte del Ministero dell’Interno, e da parte dei Comuni.

Il Salotto della città trasformato in una latrina

Amministrazione Lo Russo, 19/6/2022: “Via ATP da Piazza San Carlo, solo eventi di qualità”.

Ecco a voi: ➡️La Qualità⬅️

Il Salotto della città trasformato in una latrina a cielo aperto.

Grazie Lo Russo. Grazie Cirio. Ottimo lavoro!

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aggiornamento del 27 gennaio 2023:

L’installazione delle latrine in piazza San Carlo è piaciuta talmente tanto ai torinesi che l’amministrazione Lo Russo probabilmente ha scelto di renderla permanente 🤦🏼‍♂️

Avessimo fatto noi una cosa del genere, apriti cielo.

Le Universiadi a 5 stelle di LoRusso e Carretta

La settimana a New York di Lo Russo con la “fondamentale” presenza dell’assessore Carretta e di tutto il codazzo al seguito, si è conclusa ieri con lo sventolamento della bandiera delle Universiadi che arriveranno a Torino 2025

Un altro evento, dopo Nitto ATP Finals e Eurovision Song Contest conquistato dall’amministrazione MoVimento 5 Stelle Torino guidata da Chiara Appendino e lasciato in eredità, con orgoglio, a Torino e ai torinesi nel 2021.

Lo Russo e Carretta hanno dichiarato “Grazie a un eccellente lavoro di squadra avremo l’onore di ospitare l’edizione del 2025”.

Considerato che nessuno dei “gentleman” presenti ha avuto la sensibilità di farlo, è bene ricordare che a quello che oggi definiscono “eccellente” lavoro di squadra, né Lo Russo né l’assessore – non a caso denominato Ai Grandi Eventi degli Altri – Mimmo Carretta, hanno preso parte, nemmeno da lontano.

In questi giorni è stato detto che le Universiadi potrebbero essere il “test event” per le gare di pattinaggio all’Oval in occasione delle Olimpiadi 2026 dopo la rinuncia, per costi troppo elevati, del Trentino.

Anche qui è bene rinfrescare un po’ le memorie: nel 2018, appreso che il Coni stava lavorando sulla candidatura olimpica di Milano, candidammo Torino, con l’intenzione di rendere l’edizione 2026 la più sostenibile della storia, in linea con le nuove indicazioni del Cio che prevedevano il riutilizzo degli impianti esistenti. Dopodiché Coni e Governo decisero di spalmare la candidatura su tre città assegnando a Torino solo 1 disciplina e mezza (il pattinaggio, appunto, e l’hockey maschile) e allora, a fronte di questo ridimensionamento, considerati i rischi finanziari e il debito già altissimo del Comune con relativo Piano di Rientro, abbandonammo il campo per intraprendere altre strade.

Gli organizzatori hanno dichiarato a più riprese che sarebbero state le Olimpiadi finanziate dai privati ma Varnier, nuovo AD della fondazione olimpica, pochi giorni fa ha detto che la più grande difficoltà è proprio “Coinvolgere la business community” ovvero reperire fondi privati.. Inoltre i ritardi accumulati sono gravi e i costi già enormemente lievitati, tanto da essere giunti alla prima rinuncia che potrebbe anche non essere l’ultima.

Questa premessa per dire che noi, ovviamente, siamo a favore del riutilizzo degli impianti esistenti e quindi dell’Oval. Lo eravamo allora e lo siamo ancor di più oggi in quanto comporterebbe un indubbio risparmio di finanze pubbliche senza che Torino si trovi eccessivamente esposta a rischi ed oneri come quelli derivanti dagli errori compiuti per il 2006.

 

IL CIRUSSO

Trovare le differenze fra Lo Russo e Cirio è diventata un’impresa praticamente impossibile.

I due esponenti politici, ormai, sono andati ben oltre la cosiddetta “concordia istituzionale”.

Che, sia chiaro, ben venga. Prima di tutto il bene delle istituzioni che si rappresentano. Tuttavia, nel loro caso – uno esponente del centrosinistra e l’altro del centrodestra – mi sembra che si sia andati un po’ oltre. Si può tranquillamente parlare di perfetta sovrapponibilità politica e, forse, anche di intercambiabilità.

Non è un caso che ostentino continuamente la “doppia presenza” praticamente a ogni evento, locale o internazionale. Le stesse foto, gli stessi comunicati stampa. Non è un caso che non vi sia mai stato un minimo disallineamento, in questo anno e mezzo di governo “parallelo”. Il nuovo ospedale alla Pellerina, i diritti, Il Parco della Salute, il Capodanno Mediaset, il problema delle fiere al Lingotto, il Salone del Libro, fino al blocco dei diesel.

La sintonia è totale.

Vetta inarrivabile, il video dedicato a Cirio proiettato da Lo Russo durante il suo famigerato evento alle Ogr. Mancavano solo i cuoricini.

Credo che se Lo Russo potesse, vorrebbe Cirio alla guida della Regione per altri 5 anni, senza nemmeno passare per le elezioni.

Mi chiedo, in tutta sincerità, che senso abbia per il Partito Democratico anche solo iniziare la campagna elettorale in queste condizioni. Ma non spariamo sulla Croce Rossa…

Dall’altra parte, potrebbe anche essere una strategia di Cirio per rivolgersi agli elettori del PD Torinesi: “Guardate io E Lo Russo siamo uguali, votatemi”.

Noi siamo qualcosa di profondamente diverso da questa “marmellata politica”. E direi che lo stiamo ampiamente dimostrando.

LA PELLERINA NON SI TOCCA

Un nuovo ospedale per Torino nord, che sostituisca il vetusto Maria Vittoria, in uno dei più grandi polmoni verdi della nostra città: il Parco della Pellerina.

Di follie se ne sentono tante ma questa idea del Sindaco Lo Russo e del Presidente della Regione Cirio supera di gran lunga ogni immaginazione.

Voglio partire da una premessa e raccontarvi un po’ cosa sta succedendo.

Certamente nessuno può negare che, dopo decenni di tagli alla sanità che hanno dilaniato il nostro sistema di assistenza territoriale, di un nuovo ospedale nella zona nord ce ne sia assolutamente, oserei dire drammaticamente, bisogno. E che finalmente sia il centro-sinistra che il centro-destra, che quei tagli pur li hanno promossi, siano giunti a questa consapevolezza è certamente un bene.

Non è un bene invece anche solo ipotizzare, dopo tanti inutili proclami a difesa dell’ambiente e contro il consumo di suolo, di collocare la nuova struttura (per un investimento di circa 185 milioni di euro) in un’area verde che presenta criticità elevate sotto molteplici aspetti, uno su tutti: è a rischio idrogeologico.

Ora, la prima cosa minimamente sensata che verrebbe in mente a qualunque torinese pensando a quella zona della città è l’area del ThyssenKrupp. E sarebbe pure un bel contrappasso recuperare quel sito industriale che rimanda al più atroce ricordo delle morti sul lavoro edificando lì un nuovo ospedale che sarà finanziato proprio dall’INAIL, l’Istituto Nazionale Assicurazione Infortuni sul Lavoro.

Quest’ipotesi, purtroppo, è stata prontamente scartata dal sindaco e della sua maggioranza. Ieri infatti, nel primo Consiglio Comunale del 2023, la sinistra cementista del PD ha bocciato la mozione del nostro capogruppo Andrea Russi, che chiedeva di impegnarsi a cercare nuove aree e non intaccare il Parco della Pellerina.

Non so come finirà questa vicenda, so però che una cosa tanto importante non può cadere nel vuoto. Serve parlarne il più possibile e serve mobilitarsi da subito per scongiurare la più sbagliata delle scelte. Noi ci siamo!

Un evento politico di autopromozione costato 52.216 euro

Ricordate l’evento di autocelebrazione di Lo Russo e della sua giunta, organizzato – da loro stessi – durante le Atp Finals? Ebbene, l’evento, per dire cosa hanno fatto nel primo anno di governo (e cosa pensano di fare nei prossimi), è costato la bellezza di 52.216€, a spese dei contribuenti torinesi. Gli stessi contribuenti che si sono visti innalzare Tari e Irpef.

Mi chiedo se in un periodo come questo, dove le tasse sono al massimo, i servizi spesso carenti e le bollette alle stelle, abbia senso spendere (per me sprecare) soldi pubblici in questo modo.

Dopo le poltrone del Sindaco, il bagno del Gabinetto del Sindaco, ora abbiamo anche gli eventi organizzati dal Gabinetto del Sindaco per l’autopromozione del sindaco e della giunta. Mi chiedo, non potevano metterle di tasca propria quelle risorse, anche considerato l’aumento di stipendio di cui hanno potuto beneficiare?

L’ANNO (SU MARTE) DI LO RUSSO

Il sindaco nella sua conferenza di fine anno ha fatto un lungo elenco di progetti e di risultati raggiunti soprattutto grazie all’amministrazione precedente dimenticandosi, invece, di una lunga serie di insuccessi e fallimenti che i torinesi ricordano molto bene:

✅ Ha gestito in maniera disastrosa una nevicata annunciata da giorni, dando la colpa ad Appendino

✅ Ha perso Automotoretrò, dopo 40 anni in cui l’evento si svolgeva nella nostra Città

✅ Ha abolito il mercatino di Natale per il quale il Comune incassava 200 mila €

✅Ha aumentato l’Irpef

✅Ha aumentato la Tari

✅Ha trasformato le Partecipate del Comune nell’ufficio di collocamento dei trombati del PD

✅Si è subito attivato per aumentarsi lo stipendio

✅Con lui sono aumentate le occupazioni abusive delle case ATC

✅Ha nominato in una partecipata – Smat – il collega di studio della sua assessora alle Partecipate

✅Ha nominato una city manager da 200.000€/anno ex direttrice di Manitalidea azienda finita in amministrazione controllata il cui risultato principale per ora è: ?

✅Ha ridotto da 6 milioni a 2 milioni i fondi per la riparazione delle buche nelle strade

✅Nessuna idea sul tunnel di Piazza Baldissera

✅Aggravamento situazione clochard in centro

✅Ha interrotto la registrazione all’anagrafe dei figli delle coppie omogenitoriali, al contrario di quanto promesso

✅Ha dimenticato la cura del verde cittadino durante il periodo di siccità, lasciando morire centinaia di piante

✅Ha ignorato e lasciato irrisolti i problemi di sicurezza nei quartieri più a rischio

Ci avvisi , magari senza organizzare un evento costosissimo per i contribuenti torinesi (tranquilli, ci tornerò) quando tornerà sulla Terra

IL NUOVO GABINETTO DEL GABINETTO DEL SINDACO / parte seconda

Ricordate il nuovo gabinetto del Gabinetto del Sindaco? Bene, ieri Lo Russo ha mandato a rispondere la sua povera Vicesindaca Favaro (mettere lui la faccia, non sia mai!) a rispondere alla mia interpellanza.

In sostanza ha confermato che su circa 80 bagni del Comune, annualmente, ne vengono ristrutturati 2 per via della scarsezza dei fondi a bilancio. Combinazione, quest’anno è toccato proprio a quello del Gabinetto del Sindaco. Nessun accenno, nella risposta, a quando verranno ristrutturati gli altri bagni, di pertinenza di uffici “meno nobili”.

Silenzio totale anche sul perché i bagni al piano del sindaco, da quando c’è Lo Russo, siano chiusi a chiave. Prima non lo erano.

Nella mia replica ho sottolineato che “in Comune tutti i “glutei” sono uguali, ma alcuni, evidentemente, sono più uguali degli altri.”

Torino perde (anche) l’Automotoretrò

E così Torino, con Lo Russo sindaco, perde Automotoretrò, uno dei suoi eventi fieristici più importanti, se non il più importante, dopo il Salone del Libro. L’evento attirava espositori, collezionisti e appassionati da tutta Italia e da diverse parti del mondo.

L’amministrazione Lo Russo cosa ha fatto per trattenerlo? assolutamente nulla di efficace. Non che avessi grandi aspettative sull’assessore Carretta, ma non avevano ingaggiato un professionista per attirare grandi eventi? Un vero disastro per la città che non è stata in grado risolvere i problemi emersi e che hanno inevitabilmente portato alla rottura.

Ogni giorno che passa, ne combinano una. Lo Russo, in un solo anno avete fatto sprofondare Torino in un incubo senza fine!

* * * * *

L’unica reazione dell’amministrazione Lo Russo alla notizia della perdita di Automotoretrò è la seguente dichiarazione dell’assessore Carretta: “bisogna accelerare il tavolo per rafforzare il settore fieristico con Regione e Camera di Commercio”.

Di grazia, Assessore, e quando vorreste iniziare ad occuparvi della questione? In questi 14 mesi di (mal) governo della città, cosa avete fatto per provare a risolvere il problema? Nulla, è evidente. Infatti vi siete lasciati sfuggire l’evento fieristico più importante della Città dopo il Salone del Libro.

Il sindaco-fantasma, invece, è ovviamente in silenzio.

Proprio per questo depositeró una richiesta di comunicazioni per il prossimo Consiglio Comunale, nella speranza che questa volta Lo Russo si degni di venire in Aula a rispondere, anziché fuggire, come per il caos-neve.